Mercoledì 20 Novembre 2019 - Ultimo aggiornamento 19:20
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Arcelor-Mittal, i lavoratori: "Il Governo sia garante". La solidarietà dei lavoratori dell'Ast di Terni
"Siamo preoccupati e viviamo in un tunnel senza vedere la luce, non sappiamo più cosa pensare, ma dobbiamo reagire e lottare". Così un lavoratore dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto in presidio con alcuni colleghi davanti alla direzione dello stabilimento in attesa di avere notizie dal tavolo di crisi convocato dal premier Giuseppe Conte dopo l'annunciato disimpegno della multinazionale franco-indiana.
"Il governo - aggiunge - sia garante. Mittal qui è solo in fitto. Questa vicenda fa male, è uno sterminio per tutti, per i cittadini, per coloro che si ammalano e muoiono a causa dell'inquinamento, per i lavoratori che vogliono portare il pane a casa. E' uno sterminio sociale. I governi che si sono susseguiti in questi anni sono stati scellerati. Devono chiudere la fabbrica? Che la chiudessero, ma ci devono dare un'alternativa". Un altro operaio chiede "certezze al governo" e rivolge un appello alla città: "dobbiamo stare uniti. Solo così potremo ottenere dei risultati. Perchè solo a Taranto non si riescono a coniugare ambiente, salute e occupazione? Siamo stanchi delle promesse". Un altro dipendente afferma che "un'Ilva a prescindere non serve, non la vogliamo. Siamo genitori di Taranto e ci preoccupiamo per i nostri cari. Non vogliamo divisioni. Per fare le bonifiche ci vuole maestranza specializzata e questo stabilimento è grande tre volte Taranto. Noi non siamo in grado di smantellare gli impianti. Una cosa deve essere chiara: qualunque decisione assumono, devono salvaguardare tutti i posti di lavoro".

"Dobbiamo scongiurare che a pagare il prezzo delle scelte scellerate di azienda e politica siano sempre i lavoratori. Dobbiamo evitare lo spettro dell'ulteriore cassa integrazione e chiediamo con forza il risanamento ambientale e la salvaguardia occupazionale", scrivono Fiom, Fim e Uilm in una nota, considerando "le prossime ore decisive per il futuro di migliaia di lavoratori. L'incontro di oggi tra il presidente del Consiglio Conte e le organizzazioni sindacali, con la presenza dei segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, rappresenta un'occasione importante per impegnare il governo ad assumere atti forti e inequivocabili in difesa del futuro del polo siderurgico più importante d'Europa".


"Siamo vicini ai lavoratori di Taranto, perché nel nostro piccolo anche noi abbiamo vissuto una situazione simile alla loro. Vedremo come andrà a finire, ma non si preannuncia nulla di buono": c'è solidarietà per i colleghi pugliesi, ma anche un po' di preoccupazione, tra i dipendenti dell'Ast di Terni, non indifferenti all'eco delle notizie che si rincorrono sull'ex Ilva.

All'uscita dal turno delle 6, ai cancelli dello stabilimento, alcuni operai spiegano che nei vari reparti della fabbrica di acciai speciali si parla di quanto sta avvenendo, "anche perché - commenta uno di loro - riporta alla mente i nostri trascorsi". Cioè la vertenza del 2014 che, con 36 giorni di sciopero consecutivi, ha evitato 550 licenziamenti e la chiusura di un forno. "Sono vicende che purtroppo - continua l'operaio - periodicamente e inevitabilmente accadono. Ma è un campanello d'allarme generale, perché se barcolla l'Ilva è naturale chiedersi 'Noi che faremo?'". "Indipendentemente da questo - prosegue -, il pensiero va alle tante famiglie con il fiato sospeso". Quella di ArcelorMittal, secondo un altro lavoratore appena uscito dall'impianto di colaggio "è una tattica, il suo obiettivo è di avere un'azienda più snella e con costi più bassi". "Per questo è stata chiamata Lucia Morselli" continua un altro operaio, ricordando le capacità dell'ex ad di Ast ai tempi della vertenza e ora di ArcelorMittal Italia "nel risistemare i conti". Ad esprimere solidarietà ai lavoratori in lotta e a tutte le realtà collegate sono anche, in una nota, i delegati rsu della Fiom Cgil di Acciai speciali Terni e la Fiom Cgil provinciale, che incoraggiano "i lavoratori di Ilva a portare avanti la propria lotta e le proprie ragioni". "Vi sosterremo sempre - scrive il sindacato - e all'occorrenza parteciperemo a tutte le iniziative tese a vincere questa dura battaglia che state affrontando". Qualcuno - si apprende dalla Fiom - ha proposto anche di proclamare a Terni uno sciopero come sostegno nei confronti dei colleghi di Taranto, anche se al momento non sono previste mobilitazioni. 
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi