Venerdì 28 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 10:23
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Nell'Italia della crisi aumenta il part-time. Ma a nessuno viene il sospetto che si tratta di falso lavoro a tempo parziale?
Le posizioni lavorative con contratto di lavoro part-time "costituiscono il 31,7% del totale nel 2017, con una crescita del 24,6%, tra il 2014 e il 2017, più alta di quella registrata per i full-time (10%). Ad aumentare sono soprattutto i rapporti di lavoro part-time per la qualifica di operaio: +28% contro +19,8% di impiegati o dirigenti". Lo rileva l'Istat nel suo Report su differenziali retributivi in Italia, in cui fa notare che nello stesso periodo, le retribuzioni orarie sono cresciute in modo più marcato per i contratti a tempo parziale: "+2,7% (valore mediano) contro +1,7% dei contratti a tempo pieno". La retribuzione oraria mediana delle posizioni lavorative part-time è di 10,07 euro, 1,91 in meno rispetto a quelle con contratto full-time. "Il 63% dei rapporti di lavoro con contratto a tempo parziale - fa notare l'Istat - coinvolge le donne, mentre per i contratti a tempo pieno questa percentuale si ferma al 30,8%. Con riferimento al genere, il differenziale è pari a -19,4% per gli uomini e a -11,2% per le donne".
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