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Riccardo Realfonzo: "Il vero problema dell'Italia è la qualità del lavoro. Nella crisi gli altri si raffreddano e noi ci ammaliamo"
La crisi, che ha ormai più di dieci anni, ha cambiato la situazione di milioni di persone e oggi l‘Italia è in recessione tecnica e rischia di scivolare nella recessione vera e propria. Riccardo Realfonzo, uno degli economisti più critici nei confronti delle misure del governo, sostiene (una intervista di Roberta Lisi su Radio Articolo1) che l‘Italia continua a produrre risultati peggiori da tempo. Ora siamo l‘unico paese in Europa in recessione tecnica e la nostra crescita è sempre stata inferiore a quella europea. Per Realfonzo, tutte le manovre fatte non aggrediscono le strozzature della nostra economia. Anche l‘ipotesi del governo di una crescita all‘1% è un miraggio‖. Esistono fattori internazionali che determinano un andamento ciclico negativo, il problema è l‘impatto che hanno sui paesi. Nella media europea c‘è ancora una timida crescita, da noi no. L‘Italia fa passi indietro. Il nostro sistema produttivo ha dei problemi di competitività e limiti interni. Problemi di domanda interna che sono la spia di nodi strutturali. La nostra economia risponde malissimo. Gli altri paesi quando arriva la crisi si raffreddano, noi ci ammaliamo. Nella trasmissione "economisti erranti" di venerdì scorso si sono commentati anche gli ultimi dati Istat sull‘economia e l‘occupazione. Dato sottovalutato è la qualità del lavoro che tende continuamente a scendere: più precari, meno ore, lavoro più povero. Molto critico il giudizio sia di Gianna Fracassi (segreteria Cgil), sia di Realfonzo sulle misure "bandiera" del governo giallo-verde, il reddito di cittadinanza e quota 100. La falla più grave nelle politiche del governo è quella che riguarda la mancanza assoluta di investimenti per rilanciare davvero una fare espansiva dell‘economia. Nel documento unitario di Cgil, Cisl, Uil base della manifestazione del 9 febbraio si parla invece si investimenti al 6% del Pil.
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