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Bologna, appalto pulizie Poste Italiane, per la Filcams-Cgil la situazione è «ai limiti della decenza»
Dopo l'episodio di razzismo denunciato la scorsa settimana (clicca qui), la Filcams Cgil di Bologna e dell'Emilia Romagna tornano a denunciare la situazione dei lavoratori dell'appalto di pulizie di Poste Italiane di Bologna e dell'appalto di pulizie delle sedi del Corriere Sda Poste Italiane. Una situazione definita dal sindacato "inaccettabile" e "ai limiti della decenza".

"Dalle assemblee dei lavoratori convocate oggi e dai colloqui individuali effettuati con diversi addetti emergono condizioni di lavoro inaccettabili - scrive la Filcams in una nota - I tempi per la pulizia degli uffici non permettono di svolgere il lavoro richiesto, si opera senza strumenti e macchinari idonei e con scarsi rifornimenti di materiale, tra cui anche guanti e moci per lavare i pavimenti".

Inoltre, "nell'appalto di Sda Poste Italiane, i lavoratori ci hanno illustrato una situazione ai limiti della decenza. Infatti - prosegue il sindacato - viene richiesto loro di effettuare pulizie 'ordinarie', senza idonei dispositivi di protezione individuale e senza prodotti adeguati, in locali fatiscenti e insalubri da tutti i punti di vista. Da anni infatti non vengono fatte le dovute pulizie straordinarie. È inaccettabile lavorare in queste condizioni".

"Per di più, rivelano ancora la Filcams di Bologna e dell'Emilia Romagna - i lavoratori occupati nell'appalto di pulizie del Corriere SDA Poste Italiane non hanno ancora ricevuto i contratti di assunzione, non sanno se e come sono stati assunti e qual è il loro orario di lavoro e le condizioni contrattuali".

Infine, c'è un'ulteriore novità per quanto riguarda l'appalto di Poste Italiane. "Dal 1° dicembre 2018, infatti, - denuncia ancora la Filcams - alle lavoratrici e ai lavoratori è stata richiesta una riduzione di 5 minuti per le pulizie di ogni ufficio postale. L'azienda dice: «Sono solo 5 minuti». In realtà sono 5 minuti in meno ad ogni ufficio postale con riduzione dell'orario di lavoro per alcuni lavoratori anche oltre al 10% dell'orario settimanale. Una lavoratrice oggi ci ha detto esplicitamente che in questo modo le viene meno una mensilità”.

"Queste - annunciano Maria Giorgini, segretaria della Filcams Emilia Romagna, e Alessandro Fabbri, segretario della Filcams di Bologna - saranno le pesantissime 'varie' che porteremo al tavolo dei committenti Poste Italiane e SDA Poste Italiane, insieme alla richiesta di revoca degli appalti per incompatibilità del Codice Etico delle due aziende con le frasi proferite dal rappresentante aziendale nell'incontro del 31 gennaio 2019. I lavoratori e le lavoratrici - concludono i due sindacalisti - non sono più disponibili ad accettare tali condizioni, è urgente che i committenti intervengano".

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