Domenica 19 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento 09:19
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Edili in piazza per far ripartire le grandi opere. Intanto a palazzo Chigi si prepara un'altra stagione di concertazione
Treni speciali, traghetti, aerei, 200 pullman hanno portato ieri migliaia di lavoratrici e lavoratori delle costruzioni in Piazza del Popolo a Roma, in occasione dello sciopero generale di tutti i comparti del settore (edilizia, cemento, lapidei, legno arredo, laterizi), mobilitati da oltre un mese con centinaia di assemblee, presidi,manifestazioni in tutti i territori. Lo sciopero ha già prodotto un risultato: la convocazione dei sindacati confederali da parte del Governo, un incontro che ha avuto all‟ordine del giorno il decreto “sblocca cantieri”. 

Tanti gli slogan che hanno campeggiato sugli striscioni, a cominciare da quello che sintetizza il significato di questa manifestazione “rilanciare il settore per rilanciare il Paese”, “lavoro, investimenti, ripresa”, “ricostruiamo l'Italia, mettiamo in sicurezza il Paese”. I lavoratori chiedono che ripartano anche le grandi opere, come i minatori del Terzo Valico: “noi costruiamo, non distruggiamo”. Ci sono i lavoratori dell'E45, “un pezzo della crisi in Italia”.
Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil: “Il nostro giudizio sarà come sempre sul merito, sulle distanze tra ciò che abbiamo proposto e ciò che ci proporrà il Governo. Sia chiaro infatti - ha proseguito Genovesi - che un conto è sburocratizzare, ridurre possibili contenziosi, qualificare le stazioni appaltanti, un conto è la totale liberalizzazione dei subappalti e dei contratti di lavoro, tornare al massimo ribasso o depotenziare le clausole sociali. Cioè bene uno sblocca cantieri, no uno sblocca porcate.” 

"Il messaggio di questa piazza è: lavoro, diritti, dignità e una nuova idea di crescita del Paese", ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, presente in sieme a Furlan e Barbagallo a piazza del Popolo. Secondo il leader sindacale, bisogna "far ripartire gli investimenti e dare un senso di qualità al lavoro". "Il lavoro - ha sottolineato - deve avere qualità e dignità e si può mettere assieme questo con un nuovo modello di sviluppo". Per quanto riguarda la Tav, ha detto Landini rispondendo alle domande dei giornalisti, "è il governo che deve decidere cosa vuole fare: non è un problema della trattativa di oggi. Il problema è che sono bloccati tutti gli altri cantieri quind,i lo sblocca cantieri deve andare nella direzione di far ripartire i lavori messi in campo". "Mi auguro - ha aggiunto - che prevalga il senso di responsabilità: oggi in ballo c'è l'interesse generale del paese. Le divisioni e le disuguaglianze del paese passano anche attraverso la mancanza di infrastrutture, non solo materiali ma anche sociali e digitali".

Secondo Cgil, Cisl e Uil, ci sono 32 miliardi di soldi già stanziati: risorse programmate per i Patti per il Sud e i piani operativi nazionali, ma l'impegno di spesa è di soli 2,4 miliardi mentre quelli effettivamente utilizzati sono soltanto 492 milioni. 

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi