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Mass media, a La7 il boom di ascolti lo fanno i precari. Ma questo per l'azienda non conta. La protesta del sindacato dei giornalisti
Boom di ascolti e di raccolta pubblicitaria, giornalisti ancora precari e non pagati secondo i contratti. Questa è la realtà de La7. I dati del 2018 evidenziano circa 140 milioni di ricavi pubblicitari, con circa 100 di costi, e i primi mesi del 2019 registrano un ulteriore incremento di ascolti, con l’emittente che si attesta al quinto posto nel prime time.
"Nonostante questi clamorosi risultati economici e di ascolti - si legge in una nota di Stampa romana, sindacato dei giornalisti - però l’azienda non procede all’assunzione a tempo indeterminato dei 26 giornalisti ormai da molti anni impiegati in programmi che fanno stabilmente parte del palinsesto. Non solo: a loro e ai soli due assunti a tempo indeterminato (a fronte di 11 uscite dal corpo redazionale negli ultimi anni) l’azienda non applica il trattamento previsto dalla contrattazione aziendale (molto più “leggera” peraltro di quella delle altri emittenti nazionali e del gruppo Rcs). Una situazione illegittima e che si è determinata senza alcuna comunicazione alle rappresentanze sindacali". "Chiediamo alla dirigenza aziendale - conclude Asr - su mandato dell’assemblea dei giornalisti, di applicare a tutti la contrattazione aziendale, come imposto dalle leggi vigenti, e di aprire un confronto immediato per la stabilizzazione di tutti i colleghi con contratto a termine e per un piano di investimenti che valorizzi innanzitutto il lavoro dei giornalisti de la7, cui nulla è stato riconosciuto in questi anni di risanamento e rilancio".
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