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Agenzia delle entrate, i lavoratori scioperano contro i tagli coatti alla busta paga e la scarsità delle risorse assegnate al settore
Si è svolto oggi lo sciopero nazionale del personale dell'agenzia delle Entrate. A proclamarlo, Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa, Confsal Unsa e Flp per rivendicare l'immediato sblocco delle somme del salario accessorio per il 2016 e 2017 nonché l'immediata conclusione della terza tranche delle progressioni economiche. «Un mese non è bastato all'Agenzia - spiegano i sindacati - per sciogliere i nodi da loro stessi provocati». I sindacati segnalano poi che ieri è arrivata dall'Agenzia una convocazione che è non solo tardiva, ma non risponde in alcun modo a tutti i temi posti nella vertenza.
Si è svolto anche un presidio davanti al ministero Economia e Finanze (via Venti Settembre) dalle ore 9.30 alle 13". Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio. "Nei giorni scorsi - continua la nota - la protesta è esplosa su tutto il territorio nazionale perché  nonostante i risultati ottenuti i lavoratori non avranno il premio di produttività per gli anni 2016 e 2017. I dipendenti delle Entrate in questi anni hanno affrontato in prima fila la lotta all‟evasione fiscale in una condizione di grande difficoltà, a fronte di una ormai endemica carenza di personale, piaga di tutta la Pubblica Amministrazione, e dell‟aumento continuo delle competenze e delle procedure che i diversi governi hanno previsto in questi anni".

Solo nel 2016 con la voluntary disclosure, nelle casse dello Stato sono entrati 4 miliardi di euro oltre al riscosso annuale. Nelle scorse settimane la mobilitazione ha coinvolto tutto il paese - solo nel Lazio e a Roma sono circa 6mila i dipendenti - e ha avuto il suo culmine il 18 marzo quando al ministro dell‟Economia venivano comunicati i dati del riscosso dalla lotta alla evasione del 2018: parliamo di oltre 16 miliardi di euro derivanti dall'ordinaria attività di controllo, l‟11% in più rispetto al riscosso del 2017. 
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