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Scuola, il 10 e il 17 maggio i sindacati di base confermano le mobilitazioni e gli scioperi
Il Governo, nell’intesa del 24 aprile con i sindacati rappresentativi, si è impegnato a reperire le risorse necessarie per far recuperare al personale scolastico la perdita del potere d’acquisto, mille euro in meno in dieci anni. L’aumento potrebbe avvenire con il rinnovo del Contratto se verrà riscritto il DEF. C'è poi il punto sulla regionalizzazione, che improvvisamente divetna un "tema-fantasma".

Non per tutti, però, le risorse promesse sono sufficienti, sia dall'aumento del costo della vita (+10 punti dal 2008) che dalla media degli standard europei (+ 8mila euro). Per Anief resta confermato lo sciopero del 17 maggio, dapprima proclamato anche da Cgil, Cisl e Uil, anche contro la regionalizzazione contro la quale, peraltro, tutti continuano a raccogliere le firme. Il 17 maggio sciopereranno anche i Cobas, che in una nota parlano di un accordo-fuffa. 

Usb, invece, ha indetto lo sciopero peril 10 maggio. "Ci siamo tenuti lontani - si legge in una nota - da quei proclami fintamente unitari, che vedevano concertativi e gran parte del sindacalismo di base insieme, consapevoli di quale sarebbe stato il risultato e di come avrebbero portato la categoria a sbattere contro un muro di gomma". "Ancora una volta la finta concertazione ha prodotto un topolino - si legge ancora - con cui si cerca di prendere in giro i precari, i lavoratori di ruolo e la scuola pubblica statale tutta, ma questa volta il prezzo da pagare sarà altissimo, perché l’autonomia differenziata cambierà radicalmente il volto dell’istruzione pubblica statale".



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