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Sgt, a rischio 180 lavoratori. Il sindacato: "Il rischio di chiusura sorprende. Il settor è pieno di lavoro"
La situazione del corriere espresso Sgt resta in bilico, così come nell'incertezza è il futuro dei molti addetti coinvolti: 180 i lavoratori diretti, 2.500 gli indiretti in 80 filiali presenti in tutta Italia. Facchini, autisti, impiegati negli uffici a oggi non sanno se potranno continuare il loro lavoro. Il destino dell'azienda è ora nelle mani del Tribunale di Milano, che dovrà decidere sul piano industriale e sulla possibilità di continuare, ma con una riduzione significativa della forza lavoro.

"Avete presente - si legge in una nota sindacale - la storia di un'azienda che chiude per colpa della crisi? Ecco, non è questa: è una vicenda completamente diversa, quella di Sgt”.  Vincenzo Cariddi, della Filt Cgil di Roma e Lazio e Alessandro Antonelli, responsabile del settore merci e logistica della Filt Roma e Lazio la raccontano inidviduando le responsabilità del managment.

“Sgt è frutto del trasferimento di un ramo d'azienda – dice Cariddi – che deriva dalla precedente Sogetras, società di trasporto valori e corrispondenza, che è fallita nel 2017 e ha portato con sé una lunga vicenda giudiziaria a carico dei vertici, accusati, tra i vari capi, di aver definito un meccanismo di elusione ed evasione fiscale. "Questo stato di cose – spiega Antonelli – è frutto di una politica di gare al ribasso, che nel corso del tempo per aggiudicarsi clienti ha applicato tariffe stracciate. Allo stesso tempo, si è abbattuto il costo del lavoro, e non sempre con mezzi trasparenti: da un lato facendo ricorso ad autisti con buste paga part time, impiegati però per molte più ore, e dall‟altro favorendo una situazione di non correttezza diffusa che ha portato alla condizione attuale". Sogetras, e di conseguenza il ramo Sgt, non ha mai sofferto una mancanza di lavoro, anzi: come in tutta la logistica, il mercato è vivo e le commesse non sono mai entrate in crisi. "Il rischio di chiusura è dovuto alla politica economica che si è voluta portare avanti", chiarisce Antonelli
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