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Confindustria, Cgil: "Boccia condivisibile in molte parti, però fa troppo affidamento sugli effetti dello sblocca cantieri"
Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia chiede un progetto generale per il Paese. “Finito il tempo della tattica. Serve un progetto per il Paese”, ha detto nella sua relazione all’Assemblea annuale. Ovazione per il presidente Mattarella che ha portato il saluto dello Stato agli industriali. Per il governo è intervenuto il ministro del lavoro, Luigi Di Maio. Il commento della Cgil: per il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, il discorso del presidente di Confindustria è stato positivo su Europa, accordi sottoscritti, legge rappresentanza e riduzione del carico fiscale su lavoratori. Ma fa troppo affidamento sui decreti crescita e sblocca cantieri. “La relazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia – ha commentato ieri Landini - ha certamente il pregio di sottolineare la rilevanza degli accordi sottoscritti, la necessità di pervenire a una legge sulla rappresentanza a partire dal recepimento delle intese sottoscritte unitariamente con tutte le parti sociali, di ridurre il carico fiscale sui lavoratori rafforzando il sistema di detrazioni fiscali, e - aggiungiamo noi - sui  pensionati”. “Condivisibile anche - aggiunge il segretario del sindacato di Corso d’Italia - l’obiettivo strategico di costruire un’Europa sociale, unita e solidale”.

“Il Presidente di Confindustria, però, - sottolinea Landini - fa troppo affidamento sugli effetti presunti dei decreti crescita e sblocca cantieri, su cui il sindacato dà un giudizio negativo chiedendo profondi cambiamenti, e non tiene debitamente in conto le conseguenze sulla qualità del lavoro e sulla legalità”. “Da parte del sistema delle imprese - conclude il segretario generale della Cgil - vorremmo più coraggio e una visione di prospettiva più generale. Servirebbero maggiori investimenti privati e più forte convinzione nel chiedere investimenti pubblici, a partire da quelli ambientali e sociali, e servirebbe un’idea di riforma fiscale che contrasti le diseguaglianze, la polarizzazione delle ricchezze, l’evasione fiscale e contributiva”.
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