Domenica 21 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento 11:18
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"E' il Partito Unico del Capitale il vincitore di questa tornata elettorale, comunque vada". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
I dati relativi all'occupazione sovente vengono smentiti, gli ultimi parlano di 343mila rapporti di lavoro in piu', decisamente tanti se pensiamo ad un paese quasi in stagnazione ma sicuramente meno rispetto al 2018 (-63mila)

Dal canto suo l’ Inps ricorda che le nuove assunzioni sono in buona parte legate agli incentivi destinati alla trasformazione dei contratti a tempo indeterminato a fronte di un forte calo delle assunzioni a termine e in somministrazione, conseguenza del decreto dignità.

Ma a guardare bene i dati e confrontandoli si capisce che in un anno ci sono 75 mila posti di lavoro in meno e solo una minima parte ha beneficato del bonus giovani, circa il 5% del totale.

L'occupazione cala ma nonostante la contrazione degli ammortizzatori sociali la cassa integrazione straordinaria aumenta e non di poco (+26,31%) a dimostrare che le aziende in crisi sono sempre piu' numerose. Parliamo di oltre 130 mila lavoratori, poi bisognerebbe aprire un ragionamento sui bonus accordati a chi accetta di anticipare l'uscita dal lavoro,

Numeri non certo esaltanti anche se Di Maio sembra pensarla diversamente dichiarando sulla stampa che la ripresa è già iniziata come dimostrrebbe «il decollo dei contratti stabili e il saldo positivo tra attivazioni e cessazioni».

Al contrario aumenta il ricorso alla cassa integrazione e i posti di lavoro stabili sono in diminuzione, dati incontrovertibili che smentiscono quanto dichiarato dal capo politico del Mov 5 Stelle.

Si è parlato poco e male di lavoro, welfare e occupazione in questa campagna elettorale per le elezioni europee, c'è poi chi come + Europa ripresenta le solite ricette liberiste tra tagli alla spesa pubblica e il ricorso alla salvifica autoregolamentazione del Mercato, una tesi che farebbe impallidire anche alcuni vecchi liberisti che da tempo ripropongono la ricetta Keynesiana.

Il lavoro visto e analizzato dal punto di vista di chi produce, ed è sfruttato, è il grande assente nella campagna elettorale appena conclusa, relegato a pochissime liste e tutte a rischio di esclusione dal parlamento Europeo visti i sondaggi che annunciano per loro il non raggiungimento del quorum (4%)

Una campagna elettorale scandita dalla repressione e dalla violenza delle forze dell'ordine con cariche a cortei e picchetti e una lunga lista di feriti e denunciati, primi risultati della deriva securitaria del Governo Conte.

Gli argomenti piu' dibattuti, per restare al tema lavoro, sono le solite misure di sostegno all’occupazione, quelli decisi dal Governo sono inadeguati e in grave ritardo. Nel frattempo il ricorso agli appalti al ribasso, senza tutele per la forza lavoro, è sempre piu' diffuso

Non una parola sul potere di acquisto e di contrattazione, silenzio assoluto sugli ultimi contratti siglati con aumenti irrisori e con il baratto tra aumenti e misure di welfare aziendale. Il partito unico del capitale , chiunque vinca, avrà portato a casa dei risultati, al contrario la classe operaia non avrà punti di riferimento istituzionali in un Parlamento dove alla maggioranza liberista potrebbe subentrare un coacervo di forze reazionarie.

Tra poche ore ne sapremo di piu'

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