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"Sindacato unico non vuol dire unità dei lavoratori. Un accordo per salvare una gloriosa macchina degli affari!". Intervento di Federico Giusti
E' trascorso anche il 1 Maggio all'insegna del Sindacato unico e del partito unico per la riduzione del cuneo fiscale. In qualunque modo la vogliate pensare nel nostro paese la rimozione della memoria storica ha sempre giocato brutti scherzi.

La guerra coloniale, con ampio utilizzo dei gas contro inermi popolazioni civili, è stata trasformata in opera di civilizzazione attraverso edifici pubblici, strade e scuole italiane, la politica imperiale di epoca monarchica e fascista, le occupazioni militari e le stragi di innocenti rimossi in un colpo solo, non prima di avere riscritto i libri di testo nelle scuole cancellandone qualche paragrafo scomodo lanciando la ennesima crociata contro l'insegnamento tradizionale della storia e della geografia.
La deportazione degli ebrei, l'alleanza del fascismo con il nazismo ridotti a episodi marginali, "a grandi errori del Regime che non possono inficiare quanto di buono è stato fatto da Mussolini", la memoria storica viene sapientemente rimossa per rileggere la storia a uso e consumo della politica odierna, del revisionismo che ha bisogno di manipolare la realtà e la lettura del passato specie quando i testimoni diretti di quei tempi sono ormai merce rara

Inutile dilungarsi, il nostro paese ha condotto una crociata per la rimozione della memoria storica o per la riscrittura della cronaca recente. E le manpolazioni avvengono " a destra come a sinistra" quando si vuol far passare una lettura a senso unico atta a giustificare le incoerenti scelte dei nostri giorni.
Se chiedessimo a uno studente universitario dei cosiddetti anni di piombo non sarebbe raro sentir confondere lo stragismo nero con il movimento del settantasette, attribuire alle Brigate Rosse la strage di Bologna e via dicendo.
Analogo discorso potremmo fare per le questioni di carattere sindacale. Chi ricorda la svolta dell'Eur, la politica dei sacrifici? Ben pochi, ricordiamo che anche la riscrittura del'art 18 con il rito Fornero, la manipolazione di alcuni articoli dello Statuto dei lavoratori (ove si parla di controlli e videosorveglianza) avvenuti pochissimi anni fa sono caduti nell'oblio collettivo, sapientemente rimossi dall'agenda sindacale e dalla coscienza dei lavoratori
Il tuo stipendio perde potere di acquisto, in 20 anni le famiglie hanno dato fondo ai loro risparmi accumulati nei 30 anni ? La colpa non è mai degli accordi tra padroni e sindacati e dei meccanismi che ormai governano gli irrisori aumenti contrattuali, nessuno a riflettere se il codice Ipca abbia affossato, su suggerimento dell'Ue, il potere di acquisto dei salari, nessuno prova a leggere i contratti con quel sano distacco che permetterebbe di coglierne arrendevoli contenuti non solo per la parte relativa al salario ma anche laddove si parla di tutele collettive ed individuali.
Un accordo si fa in due ci veniva detto da giovani giusto per richiamarci alla realtà ma se presenti una piattaforma ai lavoratori con 10 rivendicazioni e ne porti a casa a mala pena una puoi decantare le lodi della trattativa magnificandone i risultati? E' quanto succede ormai da anni nelle trattative sindacali.
L'idea del sindacato unico segna la definitiva archiviazione del sindacato inteso in termini conflittuali, che lo faccia il tribuno Landini è significativo perchè nell'immaginario collettivo l'attuale segretario della Cgil avrebbe dovuto portare maggiore combattività alla sua organizzazione, una sorta di svolta a sinistra dopo gli anni della Camusso. Anche qui l'apparenza si va scindendo dalla realtà, basterebbe confrontare le comparse televisive con la prassi quotidiana di Landini per capirne il bluff.
Cgil Cisl Uil sono irrimediabilmente compromessi, disponibili a qualunque accordo per salvare la loro gloriosa, si fa per dire, macchina da affari formata da caf, patronati, enti bilaterali, percorsi formativi in vista dei concorsi.
Landini è funzionale a questo percorso e non la svolta per riportare il sindacato nelle piazze, se non credete a noi leggetevi gli ultimi contratti o provate almeno a riflettere su 2 questioni: il codice degli appalti e il cuneo fiscale.
Il sindacato assume lo stesso punto di vista padronale in merito alla riduzione delle tasse sui salari ma possibile che si possa tacere davanti alla richiesta confindustriale di sopprimere l'irap, la Tassa regionale con sui finanzia la sanità pubblica? Se riduciamo le tasse indistinatmente ai padroni e ai lavoratori chi ci guadagna di piu'? La risposta all'unisuono è sempre la stessa: l'economia, peccato che l'economia non sia in ripresa dopo la distruzione dell'art 18 o dopo la soppressione delle Province, peccato che i contratti a tempo indeterminato non siano cresciuti a macchia d'olio dopo i primi mesi del Governo Conte.
Chiudiamo sul codice degli appalti e sulla constatazione che le nuove normative derivati dal decreto Sblocca Cantieri non solo porteranno all'aumento delle gare a gestione diretta , e senza acun effettivo controllo pubblico (e in questo caso non c'è solo la paura della corruzione ma il timore che dalla illegabilità possa scaturire anche la assenza di tutele per la forza lavoro giusto per non piegarsi ai dettami giustizialisti a senso unico) ma non servono per sbloccare le grandi opere. Inutile ripeterlo, sulla nozione di grandi opere bisognerebbe aprire un dibattito, per noi le opere necessarie sono la manutenzione dei territori, la cura idrogeologica degli stessi e non la Tav.
Ma all'indomani dello Sblocca Cantieri, pur lentamente, la verità sta venendo a galla, ci vorranno sei mesi per il regolamento appalti che necessita della riscrittura di ben 13 provvedimenti del vecchio codice, alla fine non vorremmo scroprire che le tanto decantate norme di semplificazioni si riveleranno un bluff giusto a ricordare che dietro a questo decreto si insinuano altri interessi che il Sindacato non ha voluto individuare e combattere, preoccupato solo di indossare l'elemetto giallo e scendere in piazza con le signore Piemontesi con la Lega e il Pd a invocare la Tav come panacea di tutti i mali. Anche questo è il sindacato unico, il sindacato a uso e consumo dei potenti e dei governanti di turno. Ma Landini non doveva essere il leader tanto atteso della sinistra sindacale e politica? Andrebbe chiesto ai soloni del Manifesto e ai chiaccheroni della sinistra pantofolaia che almeno fino a poco tempo fa aveva memoria storica mentre oggi ricordare è diventato troppo pericoloso . Noi al contrario loro amiamo l'azzardo e il rischio

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