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Violenza sul lavoro, in Europa è allarme nella pubblica amministrazione
Aumentano i casi di violenza nei luoghi di lavoro europei, e specificatamente nella pubblica amministrazione, dove il 67% del personale nei settori dell'istruzione e dei servizi sociali deve confrontarsi quotidianamente con una utenza problematica (Spagna). Nella pubblica amministrazione il tasso si attesta al 62%.
Se ne è parlato nei giorni scorsi a Madrid nel corso del seminario: “Violenza sul lavoro: come proteggere i lavoratori vittime”, organizzato dalla Confederazione dei Sindacati Indipendenti Europei (CESI) in collaborazione con i suoi membri spagnoli e finanziato dall’Unione Europea. All’evento era presente anche una delegazione ANIEF, in rappresentanza di CISAL e CONFEDIR, che ha partecipato attivamente al seminario, durante il quale è stata illustrata la situazione attuale in diversi settori, sia del pubblico che del privato, individuando le migliori prassi, proponendo campagne di sensibilizzazione e richiedendo politiche e normative dedicate.

In base a quanto espresso dai relatori, risulta che la violenza sul posto di lavoro contro i lavoratori del settore pubblico è un fenomeno in aumento in Spagna e nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea. 

Secondo gli esperti, i dati vengono sostanzialmente confermati nel panorama dei Paesi dell’Unione Europea, dove violenza verbale e fisica, molestie sessuali e cyberbullismo costituiscono le principali minacce alla sicurezza e salute del lavoratore che spesso manifesta una certa riluttanza nella denuncia e condivisione delle violenze subite. Solo il 40% delle istituzioni dichiara di avere attivato procedure idonee per la gestione e la prevenzione dei casi di violenza.

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