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Firenze, inchiesta sul caporalato: in quattro patteggiano. Agli operai veniva pagato un compenso di 5 euro l'ora
Ha patteggiato una pena a 2 anni e 6 mesi di reclusione Gaetano Pasetto, il 49enne veronese finito al centro di un'inchiesta sul caporalato condotta dalla procura di Firenze, con l'accusa di essere il capo di un'associazione per delinquere finalizzata al reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Davanti al gup Gianluca Mancuso hanno patteggiato una pena a un anno Gino Pasetto, fratello di Gaetano, condannato a un anno, e due presunti 'caporali': i romeni Neculai Dudau, un anno e quattro mesi di reclusione, e Mihai Atanosaei, un anno e mezzo. Assolto nel processo con rito abbreviato Andrea Moratello, considerato dall'accusa il contabile dell'organizzazione. Secondo le indagini, coordinate dal pm Giuseppina Mione, Gaetano Pasetto era di fatto a capo di due cooperative, la The New Labor e la Geoservice, che aprivano contratti di servizio con aziende agricole, la prima in Veneto e la seconda in Toscana. I lavoratori venivano impiegati in agricoltura ma anche edilizia.
Agli operai veniva pagato un compenso di 5 euro all'ora, inferiore rispetto a quello previsto dal contratto collettivo nazionale del lavoro, e spesso venivano retribuiti per un numero di ore inferiore a quelle effettivamente lavorate. Romeni e albanesi - una trentina gli operai coinvolti in questa vicenda - firmavano un contratto di un anno ma non ricevevano buste paga e non godevano di ferie retribuite. I compensi loro corrisposti erano inoltre decurtati delle spese di vitto e alloggio.
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