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La Prato degli operai sfruttati che si ribella alle sanzioni. E il Pd che invoca ordine e repressione

"Pretendo che prefetto e questore diano una spiegazione di quanto è accaduto oggi a Prato. E' inaccettabile che chi ha la responsabilità dell'ordine pubblico abbia consentito ad un corteo di mettere a rischio la città in un sabato pomeriggio in cui le famiglie vanno in centro con i propri bambini a fare acquisti. L'autorizzazione della questura era fino a piazza San Marco, non so cosa sia successo ma i manifestanti hanno percorso tutto il centro fino a piazza del Comune".

Sono le parole del Matteo Biffoni, sindaco di Prato dal 2014, a capo di una giunta di centrosinistra. Sabato 18 Gennaio, a Prato, si è tenuto il corteo contro le sanzioni di 4000 euro per blocco stradale agli operai in sciopero e alle giovanissime studentesse scese con loro in piazza .

Multe per blocco stradale, in ossequio al decreto Salvini, stando alle parole del Primo Cittadino pratese si capisce che la cancellazione dei decreti troverebbe tra gli oppositori anche ampi settori del Partito democratico e cosi' si spiega il fatto che quei decreti siano ancora vigenti sei mesi dopo l'insediamento del nuovo Governo. Di fatto la cittadina del tessile ieri ha subito una profonda frattura, da una parte chi rivendica legalità a senso unico, dall'altra quanti invece denunciano condizioni di sfruttamento e assenza di elementari diritti.

Da oltre un anno il Si cobas ha costruito alcune vertenze sul territorio pratese, dal Panificio Toscano alla tintoria Superlativa, lavoratori per lo piu' immigrati che denunciano condizioni di lavoro disumane, paghe da fame, assenza di pause e riposi, ritmi lavorativi insostenibili.

E le 22 multe non hanno spinto la Cgil locale e il Partito democratico a rimettere in discussione un modello economico che, dopo la crisi della piccola impresa locale, ha visto (ormai da anni) l'arrivo dell'imprenditoria cinese con un distretto industriale ad alto tasso di sfruttamento. Farlo sarebbe utile a tutti, anche a chi governa la città.

Le cronache locali sono piene di testimonianze, per esempio quella di un operaio senegalese della Superlativa che denuncia 12 ore al giorno di lavoro sette giorni alla settimana per una paga di 1000 euro, delle studentesse che hanno raccolto le testimonianze degli operai del Panificio Toscano che da mesi chiedono alla Coop di prendere posizione e magai non ricorrere a fornitori irrispettosi dei diritti sindacali.

Il sindaco Biffoni , invece di aprire una riflessione sul sistema produttivo pratese, ha assunto posizioni analoghe a quelle che un esponente della Lega avrebbe fatto proprie, buttarla sul'ordine pubblico, invocare repressione contro i sindacalisti del Si cobas (già colpiti da Fogli di via), negare l'evidenza dei fatti. E insieme a lui il Partito democratico, con la Cgil silente e assente dal corteo (quasi 2000 mila partecipanti, in gran parte Si cobas e Adl ma con striscioni e bandiere della minoranza Cgil, della cub, dell'usb Comune di Firenze, rappresentanze del consiglio di fabbrica Gnk e Piaggio oltre a realtà politiche come il coordinamento comunista toscano, Rifondazione Comunista, sinistra anticapitalistica, Anpi e Potere al popolo), Cobas.

La marcia pratese contro le multe ha invaso , nonostante i divieti, il centro storico giudicando i divieti a manifestare, o farlo attorno al perimetro della stazione fs, irrazionali e immotivati. il corteo è cosi' arrivato fino alla Piazza del Comune, a 100 metri dalla locale Prefettura, dove è rimasto per quasi un'ora fino ad una carica della polizia per spingere i manifestanti verso i bus che avevano portato tanti manifestanti dalla Lombardia, dal Veneto e da Napoli.

Il corteo del 18 Gennaio rimarrà nella memoria dei cittadini pratesi che non avvano mai visto una manifestazione combattiva , sicuramente costituirà una occasione per invocare l'ennesima stretta repressiva da parte della Questura come invocato dal Sindaco del Pd. Ma in ogni caso, la combattività degli operai ha portato alla luce condizioni di lavoro e di vita disumane sulle quali tutti dovranno prendere posizione senza nascondersi dietro a divieti e ordini securitari.

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