Giovedì 03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento 06:41
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Arcelor Mittal, altri licenziamenti. Dopo Genova stavolta tocca a Taranto
Dopo i licenziamenti "a cuor leggero" di Genova, Arcelor Mittal usa il pugno duro anche a Taranto. E’ stato licenziato l’operaio che il 21 ottobre scorso era al lavoro nel reparto DBS/2 (Deposito Bramme) quando si verificò un incidente che provocò uno squarcio sulla lamiera di tamponatura perimetrale del capannone, ma non ci furono feriti. Il problema riguardò, in particolare, il carroponte 19 che stava posizionando una bramma media in un box in cui erano invece depositate bramme corte. L’azienda ha comminato invece la sanzione di 3 giorni di sospensione con diffida a reiterare il comportamento contestato al delegato Rsu Fiom Giuseppe D’Ambrosio, anche lui destinatario del provvedimento disciplinare. Al rappresentante sindacale si contesta la presenza durante l’operazione che - secondo ArcelorMittal - avrebbe in qualche modo distratto il lavoratore che manovrava il mezzo.

Il segretario generale della Fiom di Taranto Giuseppe Romano e il coordinatore delle Rsu Francesco Brigati sottolineano che il delegato D’Ambrosio è tornato al lavoro «dopo un’immotivata e prolungata sospensione. Così come ha fatto nei giorni scorsi, la Fiom proseguirà a difendere il lavoratore del DBS/2 licenziato anche nelle aule di tribunale al fine di far emergere la verità. Lo straordinario lavoro dei nostri Rls ed Rsu ha ricostruito quanto avvenuto attraverso un minuzioso lavoro che ha indotto l'azienda, anche a seguito di un’ispezione dello Spesal, ad entrare in contraddizione su quanto inizialmente contestato tanto da modificare la pratica operativa e conseguentemente il Documento di Valutazione del Rischio». La Fiom Cgil unitamente al Consiglio di fabbrica dei Rsu, «respinge con forza - concludono Romano e Brigati - questo atteggiamento repressivo da parte di ArcelorMittal e lavoreranno per costruire una mobilitazione contro i licenziamenti immotivati».

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi