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Amianto, beffa al processo Casaralta: annullate le pene inflitte agli ultimi tre responsabili. In quasi trent'anni più di ottanta morti
La Corte d'Appello di Bologna ha annullato le pene inflitte in primo grado agli ultimi tre superstiti del cda delle ex officine Casaralta di via Ferrarese, a Bologna, dove vennero costruite e riparate carrozze di treni e tram fino al 2010. La notizia è riportata dall'edizione locale del Corriere della Sera. Maria Regazzoni, 90enne e membro del consiglio dal '55 al '79 e dall'84 al '93, Carlo Regazzoni, 64 anni, consigliere dal '77 all'86, Carlo Filippo Zucchini, 66 anni, in carica dal '79 all'86, accusati di omicidio colposo e lesioni colpose, erano stati condannati, la prima a tre anni e gli altri a due anni, per poco più di 20 morti sulle almeno 81 conteggiate. Lavoratori vittime nel tempo dell'esposizione all'amianto a cui erano stati sottoposti senza alcuna precauzione dagli anni '60 al 1989: per la maggior parte di quelle morti, dovute a mesoteliomi e ad altre forme tumorali, è intervenuta la prescrizione, legata alla concessione delle attenuanti generiche, negate nel processo di primo grado. Per i decessi più recenti, invece, i giudici hanno pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.
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