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Trasporti, la strage di Lodi e i tanti interrogativi su una linea ormai inadeguata. Usb proclama otto ore di sciopero.
Uno scambio aperto su cui erano intervenuti fino a mezz'ora prima gli operai della manutenzione. Sembra essere questa la causa del drammatico incidente che si è verificato ieri mattina nei pressi di Lodi sulla linea dell'Alta velocità e che ha visto la morte di due macchinisti e il ferimento di trentuno persone tra altro personale delle ferrovie e passeggeri. Oggi l'incontro dei sindacati con Trenitalia. L'azienda dovrebbe ufficializzare questa versione dei fatti. Si è trattato quindi di un errore umano, ma le condizioni operative sono davvero proibitive. La realtà è che tra i momento della cosiddetta riparazione e il via libera per l'operatività non c'è stato nemmeno il temo di un collaudo. 
I sindacati aziendalisti, le organizzazioni di categoria di Cgil, Cisl e Uil, ieri si sono trincerati dietri ripetuti no comment "aspettiamo la versione ufficiale".  A loro è bastato bersi la panzana dell'"ostacolo lungo la linea". In realtà è stato chiaro fin dall'inizio che il cosiddetto ostacolo non è stato per niente la causa ma l'effetto. Il convoglio infatti è uscito dai binari impattando solo in un secondo momento l'ostacolo posto un binario no operativo. Immediata, ivnece, la proclamazione dello sciopero da parte di Usb. Oggi gli addetti di Trenitalia si fermeranno per otto ore. 
"Sappiamo che la linea AV Milano – Salerno è sovraccarica di convogli in entrambe le direzioni, tanto che i ritardi, anche importanti, sono all’ordine del giorno - si legge in un comunicato di Usb -. La liberalizzazione del trasporto ferroviario, di cui l’Italia è stata pioniera, con l’avvento di ITALO, ma probabilmente anche la necessità di rientrare dai costi astronomici del progetto, ha prodotto un flusso di viaggi su quella linea davvero ingente, che appare a prima vista in parte ingiustificato. Alcuni di questi viaggi, probabilmente senza la strutturazione della AV non esisterebbero nemmeno, perché è una domanda creata dall’offerta. La realtà è che il costo inizialmente previsto per l’AV di 15 miliardi di euro è lievitato a 60-70 miliardi, tutti a carico dello Stato, alla faccia del project financing, che ci hanno raccontato sarebbe stato almeno in parte a carico dei privati".
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