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Usb, protesta dei migranti contro le norme sulla regolarizzazioni che contano le braccia e non le persone
Non sono bastati gli sforzi del Governo che in piena pandemia ha approvato un pacchetto di provvedimenti sulla regolarizzazione temporanea di alcune categorie di lavoratori, ed in particolar modo dei braccianti impiegati in agricoltura. Non sono bastate neppure le lacrime versate dal ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, ex bracciante sfruttata dai caporali, che il 13 maggio si è commossa nell'annunciare l'approvazione dei provvedimenti da parte del Consiglio dei ministri. Il malcontento tra i braccianti stranieri occupati nei campi agricoli del Foggiano c'è ed è cresciuto nel corso dei giorni, tanto da sfociare nella protesta di questa mattina. Poco prima di mezzogiorno un gruppo di 200 migranti, tutti residenti nei due principali ghetti del Foggiano, Borgo Mezzanone e Torretta Antonacci (Ghetto di Rignano ndr), ha sfilato in corteo tra i campi. L'hanno definito lo sciopero degli invisibili, urlando in gruppo: "Uguale lavoro, uguale salario". Poi una piccola delegazione, guidata da Aboubakar Sumahoro dell'Usb, è arrivata a bordo di un pullman davanti alla Prefettura di Foggia. Qui hanno manifestato.
Agitavano melanzane, broccoli e carciofi.
"Il Governo ha stabilito che la salvezza della vita dei braccianti equivale alla salvezza della verdura, degli agrumi e dei pomodori" - tuona il sindacalista -. Nelle campagne mancano i diritti, non le braccia". E di lacrime versate ne parla proprio Aboubakar: "Abbiamo visto una ministra che ha versato le lacrime nei giorni scorsi, dice che è preoccupata per la nostra sorte. Ma ciò che sappiamo è che nessun ministro ha mai messo gli stivali per venire a Borgo Mezzanone o per andare a Torretta Antonacci, per andare nella piana di Gioia Tauro per andare a Sibari o a Catanzaro".
Poi Aboubakar promette che: "Se il Governo non darà delle risposte, a partire da oggi la stagione della raccolta sarà caratterizzata da altri scioperi. Ma gli scioperi che faremo non saranno gli scioperi dei braccianti, ma del consumo e della spesa". E annuncia che se non cambieranno i provvedimenti governativi a luglio si terrà, proprio nelle campagne del Foggiano, un'assemblea nazionale alla quale prenderanno parte i migranti occupati in agricoltura provenienti da tutta Italia.

 

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