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Tunisia, la protesta sociale cresce. Accordi non mantenuti da parte del Governo
Regna una calma precaria in queste ore a Tataouine, dove oggi si è tenuta una giornata di sciopero generale indetto dall'Unione regionale del lavoro dell'Ugtt e si sono verificati ancora altri scontri tra manifestanti e forze dell'ordine. A presidiare i punti chiave della città e proteggere le proprietà pubbliche ora è arrivato l'esercito. Il sindacato aveva indetto per oggi uno sciopero generale per protestare contro "l'uso eccessivo della forza" da parte delle forze dell'ordine nel porre fine al sit-in di Kamour a Tataouine nella notte tra sabato e domenica, e per chiedere la liberazione dei giovani arrestati.
La protesta rischia di diffondersi ad altre zone marginalizzate del centro sud, come a Gafsa, dove oggi un gruppo di disoccupati ha improvvisato una marcia di protesta per chiedere occupazione, in solidarietà a quanto avvenuto a Tatauoine. Degli sviluppi della situazione a Tataouine si è discusso anche in parlamento, a Tunisi, dove giungono ancora lontane le voci di protesta. L'intesa firmata nel giugno 2017 con l'intermediazione dell'Ugtt, ma mai del tutto attuata, prevedeva misure eccezionali a favore dell'occupazione giovanile della regione con l'assunzione di oltre 4000 persone (in tempi diversi secondo un calendario prefissato) in società petrolifere e ambientali locali e fondi destinati allo sviluppo regionale per 30 milioni di euro.

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