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Ex Ilva, al processo il pm chiede pene severe per il disastro ambientale
Il pm Mariano Buccoliero ha chiesto 28 anni di carcere nel processo per il presunto disastro ambientale causato dall'Ilva nei confronti dell'ex responsabile delle relazione istituzionali Girolamo Archinà e dell'ex direttore dello stabilimento di Taranto Luigi Capogrosso. Sollecitata inoltre la confisca degli impianti dell'area a caldo che furono sottoposti a sequestro il 26 luglio 2012. Chiesti 20 anni per il dirigente Adolfo Buffo e per cinque imputati (Lafranco Legnani, Alfredo Ceriani, Giovanni Rebaioli, Agostino Pastorino e Enrico Bessone) che avevano il ruolo di 'fiduciari' aziendali, cioè un gruppo di persone non alle dipendenze dirette dell'Ilva che però in fabbrica, secondo l'accusa, avrebbe costituito un 'governo-ombra' che prendeva ordini dalla famiglia Riva.

La condanna a 17 anni è stata sollecitata per l'ex presidente di Ilva ed ex prefetto di Milano Bruno Ferrante, l'ex capo area parchi Marco Andelmi, l'ex capo area agglomerato Angelo Cavallo, l'ex capo area Cokerie Ivan Dimaggio, l'ex capo area altoforno Salvatore De Felice e l'ex capo area acciaieria 1 e 2 e capo area Grf Salvatore D'Alò e l'ex consulente della procura Lorenzo Liberti. E' di 7 anni la richiesta di condanna per l'avvocato Francesco Perli, legale dell'azienda. Quanto alle 3 società imputate, il pm hanno chiesto sanzione pecuniaria e interdizione di un anno per Ilva spa, commissariamento giudiziale di un anno per Riva Fire e e interdizione dell'attività di un anno per Riva Forni Elettrici.
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