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L'Inps precisa gli obblighi aziendali sul ticket licenziamenti in caso di cessazione del rapporto di lavoro
Il datore di lavoro che sospende rapporti di lavoro grazie a un accordo collettivo con i sindacati più rappresentativi a livello nazionale, ipotesi possibile nonostante il blocco dei licenziamenti, dovrà pagare il ticket sui licenziamenti previsto dalla riforma del 2012. E' quanto emerge da un messaggio pubblicato dall'Inps. L'accordo vale comunque solo per quei lavoratori che accettano di uscire e che comunque avranno diritto alla Naspi. "I datori di lavoro - si legge - sono tenuti all'assolvimento della contribuzione in tutti i casi in cui la cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato generi in capo al lavoratore il teorico diritto all'indennità NASpI, a prescindere dall'effettiva fruizione della stessa". Il contributo è pari al 41 per cento del massimale mensile della Naspi per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni (1.199,72 euro lordi per anno). Nel computo dell'anzianità aziendale sono compresi i periodi di lavoro con contratto diverso da quello a tempo indeterminato, se il rapporto è proseguito senza soluzione di continuità. "Si ricorda che il contributo, interamente a carico del datore di lavoro, si legge, deve essere versato in unica soluzione entro e non oltre il termine di versamento della denuncia successiva a quella del mese in cui si verifica l'interruzione del rapporto di lavoro. Per quanto attiene, invece, alle cessazioni intervenute precedentemente alla pubblicazione del presente messaggio, il datore di lavoro è tenuto all'assolvimento dell'obbligo contributivo in argomento entro e non oltre il termine di versamento della denuncia del mese di marzo 2021, senza applicazione di ulteriori oneri".
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