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MAFIA: GENCHI, HO EVIDENZE DI TELEFONATE TRA DELL'UTRI, BERLUSCONI E I CAPI DI COSA NOSTRA

(IRIS) - ROMA, 16 DIC - "Ho evidenze di telefonate di Dell’Utri ai mafiosi. Ci sono chiare prove che risultano dai tabulati, dei suoi contatti telefonici già all’origine della fondazione di Forza Italia. Ho dei dati inconfutabili che dimostrano come alcuni appartenenti di spicco a Cosa Nostra abbiano preso parte alla genesi del partito in Sicilia oltre che essere direttamente collegati ai soggetti che hanno compiuto le stragi del’93".

Lo ha rivelato Gioacchino Genchi, consulente informatico per diverse procure, ospite di Klaus Davi nel programma tv Klauscondicio in onda su You Tube. 

"Alcuni telefoni legati a fondatori dei club di Misilmeri e di Brancaccio, che si riunivano all’hotel San Paolo di Palermo costruito per conto dei Graviano e ad oggi confiscato alla mafia, sono stati utilizzati per chiamare mafiosi, stragisti, altri soggetti ora pentiti e condannati all’ergastolo, anche per contattare a casa il presidente Silvio Berlusconi. Queste per me sono prove che dimostrano in modo indiscutibile il legame tra chi ha provveduto alla fondazione del partito in Sicilia e chi, a Milano o Roma, ha tirato le fila con i mafiosi. E Dell’Utri – ha proseguito Genchi - è il soggetto che avvicina il Cavaliere a Palermo. Con lui non c’è stato solo un rapporto imprenditoriale ma da loro dipende l’intera genesi politica del partito". 
 
"La mente di Cosa Nostra è sempre stata negli Usa. Prova ne sono i ripetuti viaggi del boss mafioso, Domenico Raccuglia, negli Stati Uniti fin dai tempi delle stragi del ’92. Queste furono decise in America, non certo a Corleone".  "I rapporti oltreoceano sono stati la prima cosa che ho evidenziato nelle mie relazioni e nelle mie consulenze proprio alla vigilia dell'attentato di Via D'Amelio. Mi riferisco a delle chiamate fatte negli States nell’estate del ’92 che furono il punto di coordinamento e di controllo dell'attività stragista in Italia. Il cervello è sempre stato la, la dove c’era Buscetta" ha concluso Genchi.

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