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Il White Christmas di Coccaglio in prima pagina sul Guardian
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L'operazione «White Christmas», l'iniziativa del comune di Coccaglio (Brescia) di controllare a tappeto i permessi di soggiorno degli immigrati in prossimità del Natale, finisce in forte evidenza sulla stampa britannica.

Il Guardian mette oggi in prima pagina un reportage dal piccolo centro del bresciano, 8.000 abitanti, con l'amministrazione guidata dalla Lega Nord, definito nel titolo «la città italiana dove il Bianco Natale è una questione di polizia».

Il quotidiano britannico, tramite il corrispondente John Hooper, sottolinea come a Coccaglio «l'approccio alla più solenne festa della cristianità sia stato caratterizzato in un modo molto speciale». Spiega quindi i contenuti dell'iniziativa, ricordano la manifestazione di protesta svoltasi il 28 novembre e le forti critiche giunte dal Vaticano.

Dà poi voce, tra gli altri, al ministro dell'Interno Roberto Maroni («qui non c'è razzismo: in altre città e con denominazioni diverse iniziative analoghe non hanno avuto lo stesso clamore») e al sindaco Franco Claretti, per il quale «il Natale non è una festa dell'ospitalità, ma della tradizione cristiana, quindi della nostra identità».

L'iniziativa de l'Unità
di Igiaba Scego

Il Natale è una festa di accoglienza: organizziamo un Natale a colori e mandiamo le nostre foto a unitaonline@unita.it.
La gallery delle foto già arrivate


Il 14 Settembre 2008 è stato ucciso un ragazzo a Milano. Preso a sprangate per futili motivi. Quel ragazzo si chiamava Abba, era italiano e i suoi genitori venivano dal Burkina Faso. Chi lo ha ucciso lo ha considerato una persona con meno diritti per via della sua pelle nera, una persona che si poteva schiacciare come un insetto nocivo. All’indomani di quell’omicidio il deputato del PD Jean Leonard Touadi disse una frase significativa che molti ancora ricordano: «C’è un clima da Mississippi Burning, da far tremare i polsi».

L’APARTHEID ITALIANO
Un clima fatto di razzismo, violenza, mancanza di dialogo. Da quell’omicidio ad oggi la situazione è anche peggiorata. Oggi sembra che il razzismo non crei più scandalo, si è creato di fatto un apartheid tutto italiano fatto di leggi che discriminano chi ha radici altrove. Gli esempi sono sotto i nostri occhi:  i richiedenti asilo vengono respinti, si fatica a considerare l’italianità dei figli di migranti, si schiacciaun tema vasto come le migrazioni solo sul problema sicurezza. Un apartheid che è lontano anni luce dalla bellezza della nostra Costituzione. Un apartheid che un paese bello e ricco di storia come il nostro proprio non si merita. Ma questa barbarie può essere contrastata certamente con gesti grandi, ma anche con tanti piccoli gesti quotidiani. Per questo ora vi faccio una proposta di un gesto piccolo, ma molto significativo.

IL NOSTRO NATALE
Siete tutti a conoscenza dell’iniziativa di Coccaglio, comune in provincia di Brescia che ha proposto di cacciare gli immigrati irregolari nel segno di un “White Xmas” solo per bianchi. Non ne parlo perché è tra i momenti più tristi che l’Italia abbia mai vissuto. Siamo tutti al corrente, purtroppo. Io non sono cristiana. Ma il Natale so che è una festa di accoglienza, pace e amore. Maria e Giuseppe erano migranti perseguitati, Gesù era loro figlio. Fare un White Christmas è contro il Natale, contro tutto quello che questa festa significa. Questo 25 Dicembre 2009 sarebbe bello invece trasformare il Natale nella festa di tutti. Un 25 che lega cristiani, ebrei, islamici, induisti, atei, agnostici, uomini, donne, etero, gay, adulti, bambini, anziani.

Ecco la proposta. Organizziamo in tutta Italia dei Natali a COLORI e poi mandiamo le nostre foto a unitaonline@unita.it per pubblicarle sul sito e sul quotidiano in edicola. Natali in famiglia, con gli amici, con i senza fissa dimora, con i migranti, con i richiedenti asilo, con gli anziani, in ospedale, nelle carceri, a casa, per strada. Natali gay, etero, comeci pare, come ci piace. Non solo foto, ma anche video, disegni, loghi e biglietti di auguri, riflessioni, ecc. Non solo del giorno di Natale, ma anche dei preparativi e, perché no, anche delle feste della fine dell’anno per un 2010 di speranza. Una festa della gente. Una festa A COLORI. La nostra festa, dell’Italia “a colori” che non solo verrà, ma che è già qui.

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