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''Braccialetto giallo contro l'intolleranza''. La protesta degli immigrati viaggia sul web
Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - ''Il primo marzo non ci sarà nessuno sciopero, nessuna manifestazione, parlerei semmai di una mobilitazione non violenta per sensibilizzare l'opinione pubblica e le istituzioni contro il clima di intolleranza e di chiusura nei confronti di molti immigrati''. Lo dice all'ADNKRONOS Stefania Ragusa, giornalista, scrittrice, autrice del libro 'Africa qui', per le edizioni dell'Arco, componente del comitato 'Primo marzo 2010

'.


''Il nostro obiettivo - spiega - non è solo quello di riempire le piazze italiane. Vogliamo mandare dei segnali forti, intraprendere un percorso insieme alle altre associazioni, alla società civile, agli italiani e agli immigrati per costruire insieme il futuro, perché tutti possano realmente avere diritti certi e uguali''.


''Certo - ha proseguito Stefania Ragusa - non tutti gli immigrati potranno astenersi dal lavoro, tantomeno quelli clandestini, ma basterà un gesto anche simbolico, mettersi al polso un braccialetto giallo per testimoniare la propria adesione alla mobilitazione''.


Riguardo ai drammatici avvenimenti di Rosarno, Ragusa si dice ''seriamente preoccupata per la sorte degli immigrati. Non tanto quelli che oggi sono stati 'scortati' dalle forze dell'ordine in altre città, quanto invece quelli che hanno scelto di nascondersi e che potrebbero trasformarsi in facile bersaglio delle cosche locali''.


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