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Elezioni Cile, testa a testa Piñera in leggero vantaggio
SANTIAGO DEL CILE - Dopo vent'anni di governi di centrosinistra, la destra cilena torna al potere per la prima volta dal ritorno della democrazia nel Paese. Almeno stando a quello che il ministro dell'Interno cileno,  Edmundo Perez Yoma, definisce "uno scenario chiario": alle elezioni presidenziali il candidato conservatore Sebastian Piñera ottiene il 51,87% dei consensi, contro il 48,12% dell'esponente del centrosinistra, Eduardo Frei. "Il paese ha virato a destra, la tendenza è chiara" ha detto Perez Yoma dopo essere stato informato dei risultati del 60% dei seggi scrutinati.

L'eredità per il prossimo capo di Stato appare positiva: il Cile ha coronato un decennio di crescita economica entrando a far parte dell'Ocse, l'Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica e dopo un anno l'uscita dal tunnel della crisi globale appare assicurata con una crescita stimata del pil per il 2010 fissata attorno al 4,5%.

L'ANALISI. Ha scritto Omero Ciai su Repubblica: Piñera, candidato dell'Alianza fra Udi e Renovacion Nacional (i due partiti della destra), sull'ex presidente Eduardo Frei, candidato della Concertacion (socialisti, radicali e Dc), s'è ridotto a meno di due punti in percentuale. Un ultimo round che, secondo tutti gli analisti, si risolverà a favore dell'uno o dell'altro per un pugno di voti.

A favore di Frei, nelle ultime settimane di campagna elettorale, hanno giocato tre fattori. L'appoggio esplicito di Michelle Bachelet, presidente uscente che per legge non può ripresentarsi ad un secondo mandato ma che conclude la sua gestione con un 80% di approvazione; l'appello di Marco Enriquez-Ominami, il giovane candidato che nel primo turno ha spaccato il centro sinistra ma alla fine ha invitato i suoi elettori (20 %) ad eleggere Frei; e qualche gaffe di Piñera che, tra l'altro, non ha neppure escluso a priori di poter utilizzare nel suo eventuale governo ministri che abbiamo lavorato con Pinochet durante la dittatura militare (1973-89).

Contro Piñera, che ha basato tutta la sua campagna sul "Cambio" dopo vent'anni di governi gestiti dalla Concertacion, giocano un conflitto di interessi irrisolto (è proprietario di un importante canale tv privato - Chilevision -; di una compagnia aerea  - LanChile - e di una squadra di calcio di serie A - il Colo Colo -) e, nonostante tutti gli sforzi di presentare un volto nuovo e moderato della destra, il peso del passato: i due partiti che lo appoggiano sono anche gli unici che non hanno combattuto la dittatura.
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