Martedì 15 Ottobre 2019 - Ultimo aggiornamento 16:48
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
GIU' I PREZZI SU I SALARI, QUESTA SAREBBE UNA BELLA RIFORMA!


Mentre gran parte del dibattito politico si concentra sulle grandi riforme, la situazione sociale del paese si degrada giorno dopo giorno. Più di un anno fa abbiamo iniziato ad intervenire con i Gap sul terreno del carovita, denunciando la speculazione sui generi di prima necessità dimostrando che era possibile tagliare le gambe alla speculazione concretamente attraverso i gruppi di acquisto. Ieri due notizie uno di seguito all'altra ci hanno confermato la giustezza di questa nostra azione politica. A Milano ogni giorno vengono buttati 180 quintali di pane perché la filiera ed i prezzi non incontrano adeguatamente la domanda ( in poche parole, meglio buttare il pane che abbassare il prezzo!), mentre i pastai sono stati convocati da Mr Prezzi che vuol capire come mai continuino gli aumenti sulla pasta.
Immediatamente dopo, nel giro di qualche ora, ancora una volta, come lo stesso film i produttori di grano si sono rallegrati, denunciando il fatto che il ricavo dal campo al banco di vendita è di circa il 400%. Fosse la prima volta che tutto questo accade saremmo contenti, il problema è che questa sorta di girotondo di dichiarazioni e controdichiarazioni va avanti da troppo tempo senza che nessuno intervenga realmente, e chi lo deve fare non è mr prezzi ma il Governo.
Pensare che un'autority possa intervenire su di un cartello minacciando qualche multa come già e successo può essere un bellissimo spot elettorale ma in realtà non si modifica nulla, anche perchè poi le eventuali multe si ricaricano sui prezzi dopo qualche settimana. Anche le ricette di molte associazioni dei consumatori di sembrano inadeguate dato che chiedono ancora maggiori liberalizzazioni, come se in questi anni il mercato non sia stato libero di fare quello che ha voluto.
Il fatto che mentre tantissimi stentano ad arrivare a fine mese, questo Governo tolleri la speculazione su generi alimentari come la pasta ed il pane, lasciando al “povero” MR prezzi sciogliere una cosa che è più grande di lui è di una ipocrisia unica. Ribadiamo ancora un volta che chi deve intervenire è il governo che deve fissare un prezzo giusto per i generi di prima necessità che garantisca produttori e consumatori contro rincari ingiustificati, speculazioni di filiera e di borsa. Il mercato non è in grado al di là delle panzane che sentiamo da tempo di assicurare un punto di equilibrio efficiente tra domanda ed offerta, non lo è a partire dallo stesso meccanismo di formazione del prezzo del grano, che si determina a seguito delle speculazioni di borsa più che sulle dinamiche reali dell'economia. Il paradosso del capitalismo finanziario è dato dal fatto che il prezzo del grano dopo essere balzato in alto a seguito di manovre speculative è caduto troppo in basso per essere coltivato, mentre il prezzo del pane è tra i più alti degli ultimi decenni in rapporto a salari e pensioni, che andrebbero anch'essi alzati per legge, dato che proprio oggi l'OCSE ci dice che sono tra i più bassi d'Europa. In Italia insomma questi venti anni hanno coinciso con una perdita costante del potere di acquisto dei salari a favore della rendita e della speculazione, se questo è avvenuto su un bene primario come il pane e la pasta figuriamoci sul resto.
Oggi però, non abbiamo di fronte a noi solo la perdita del potere di acquisto dei salari, ma anche la perdita dei salari per effetto della crisi provocata dagli stessi “vampiri” della rendita. Una crisi che è anche di produzione e che in Italia coinvolge a partire dal settore agricolo molti produttori stangolati dalle dinamiche di mercato. Da tempo sosteniamo la necessità di una rottura di tipo socialista ed ecocompatibile che si debba originare a partire dal terreno della sovranità alimentare, i governi devono chiedere l'esclusione dalla borsa e dalle speculazioni finanziarie dei generi di prima necessità come grano e riso e rivedere la loro politica agricola, in sede nazionale e globale, ciò vuoil dire ad esempio lavorare per la costruzione di un piano nazionale della sovranità alimentare in Italia al quale partecipino produttori, sindacati, consumatori, e Governo.
Nel frattempo però quello che immediatamente deve essere fatto è fissare da subito il prezzo politico dei generi di prima necessità, e varare una legge organica, che riconosca un ruolo effettivo a tutte le pratiche di autorganizzazione sociale neomutualistiche, come i GAS, i GAP , che in questi anni si sono impegnati per tagliare i passaggi nella filiera.
Per quanto ci riguarda i GAP contuinueranno a lottare ed ad intensificare la propria azione contro il carovita.
Piobbichi Francesco
Partito Sociale PRC
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi