Prezzo della Crisi del 12-10-2010: 'Popoli in movimento in America latina'
A Quito a migliaia partecipano al IV Forum sociale mondiale delle migrazioni insieme a Via Campesina. Un monito ai governi progressisti sui temi della terra e dell’ambiente
di Vittorio Bonanni
Se da un lato i diversi governi latinoamericani progressisti, dal Venezuela al Brasile (al ballottaggio il prossimo 31 ottobre con l’erede di Lula, Dilma Rousseff, probabile vincitrice), dall’Ecuador alla Bolivia passando per l’Argentina, senza dimenticare Cuba malgrado tutti i problemi che conosciamo, lasciano sperare che il cosiddetto “rinascimento” sudamericano possa continuare, dall’altro non dobbiamo dimenticare che un elemento centrale in questo contesto fatto di speranza viene dalla mobilitazione popolare, tratto saliente della Storia latino-americana. Proprio oggi a Quito, in Ecuador, si sono ritrovati oltre 1500 partecipanti al quarto Forum sociale mondiale delle migrazioni insieme ai rappresentanti del “Coordinamento latinoamericano delle organizzazioni rurali”, Cloc/Via Campesina, per una grande marcia che chiuderà l’evento. «Per la prima volta - sostengono gli organizzatori - contadini, donne rurali, migranti, rifugiati, agricoltori, desplazados (sfollati), gente senza terra hanno realizzato un’iniziativa comune». E questo in una giornata caratterizzata da un altro importante appuntamento organizzato dai nativi d’America per il lavoro comunitario globale per la Madre Terra. Il dato saliente è il «processo di convergenza dei popoli in movimento e delle organizzazioni sociali che lottano per la cittadinanza universale, il diritto alla libera mobilità umana e alla non discriminazione per la condizione di migranti che molti si trovano a vivere». Altri appuntamenti sono previsti: sempre in Ecuador la XII giornata del “Grido degli Esclusi”; in Perù la Marcia dei popoli andini, amazzonici e costieri; in Bolivia la Marcia in difesa della Madre Terra; in Uruguay la Giornata della resistenza dei popoli indigeni e in Guatemala la Marcia per la dignità e la resistenza indigena. La prossima edizione del Forum è invece prevista nella Corea del Sud. Il messaggio a chi governo è comunque chiaro. Anche il “rinascimento” latinoamericano non può vivere di rendita e deve tenere conto di queste esigenze basilari. La mancata vittoria al primo turno in Brasile del Pt è la dimostrazione che proprio sui temi dell’ambiente e della terra, ovvero la riforma agraria, il prossimo governo dovrà insistere e fare di più.
di Vittorio Bonanni
Se da un lato i diversi governi latinoamericani progressisti, dal Venezuela al Brasile (al ballottaggio il prossimo 31 ottobre con l’erede di Lula, Dilma Rousseff, probabile vincitrice), dall’Ecuador alla Bolivia passando per l’Argentina, senza dimenticare Cuba malgrado tutti i problemi che conosciamo, lasciano sperare che il cosiddetto “rinascimento” sudamericano possa continuare, dall’altro non dobbiamo dimenticare che un elemento centrale in questo contesto fatto di speranza viene dalla mobilitazione popolare, tratto saliente della Storia latino-americana. Proprio oggi a Quito, in Ecuador, si sono ritrovati oltre 1500 partecipanti al quarto Forum sociale mondiale delle migrazioni insieme ai rappresentanti del “Coordinamento latinoamericano delle organizzazioni rurali”, Cloc/Via Campesina, per una grande marcia che chiuderà l’evento. «Per la prima volta - sostengono gli organizzatori - contadini, donne rurali, migranti, rifugiati, agricoltori, desplazados (sfollati), gente senza terra hanno realizzato un’iniziativa comune». E questo in una giornata caratterizzata da un altro importante appuntamento organizzato dai nativi d’America per il lavoro comunitario globale per la Madre Terra. Il dato saliente è il «processo di convergenza dei popoli in movimento e delle organizzazioni sociali che lottano per la cittadinanza universale, il diritto alla libera mobilità umana e alla non discriminazione per la condizione di migranti che molti si trovano a vivere». Altri appuntamenti sono previsti: sempre in Ecuador la XII giornata del “Grido degli Esclusi”; in Perù la Marcia dei popoli andini, amazzonici e costieri; in Bolivia la Marcia in difesa della Madre Terra; in Uruguay la Giornata della resistenza dei popoli indigeni e in Guatemala la Marcia per la dignità e la resistenza indigena. La prossima edizione del Forum è invece prevista nella Corea del Sud. Il messaggio a chi governo è comunque chiaro. Anche il “rinascimento” latinoamericano non può vivere di rendita e deve tenere conto di queste esigenze basilari. La mancata vittoria al primo turno in Brasile del Pt è la dimostrazione che proprio sui temi dell’ambiente e della terra, ovvero la riforma agraria, il prossimo governo dovrà insistere e fare di più.
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