Prezzo della Crisi del 23-11-2010: 'Da Chiaiano a Terzigno, un percorso alternativo'
di Anna Maria Bruni
La situazione non è “come” quella del 2006, è molto peggio. E’ peggio perché se negli anni il problema non è stato risolto, vuol dire che l’inquinamento del terreno e la tossicità dei rifiuti ha aggravato la situazione, è peggio perché lo sfacelo campano si compie sulla pelle dei bambini, di cui aumenta in modo esponenziale il tumore neonatale, e di uomini e donne che abitano il territorio, nell’indifferenza di un governo incapace di affrontare la crisi, tantomeno quella dei rifiuti.
La stessa diatriba offerta dal ministro Mara Carfagna a beneficio dei suoi elettori, non è che l’ennesimo braccio di ferro fra poteri, per sfilare da sotto una torta che non si vuole spartire. Non è certo la costruzione di un inceneritore, la cui attivazione potrebbe essere fra tre anni (volendo fare previsioni basate su criteri corretti di appalto e gestione) la soluzione del problema. Se lo fosse, e se il problema fosse davvero il bene di quella terra per i suoi amministratori locali, credete davvero che litigherebbero per decidere se la gestione debba essere comunale, provinciale o regionale?
Questo è solo il metro di misura dello sfascio del potere costituito. Il fallimento di una strategia basata da una parte sulla propaganda mediatica delle innumerevoli quanto vane dichiarazioni ad effetto di Berlusconi, e dall’altra sulla violenza degli apparati di sicurezza e la militarizzazione dei siti di stoccaggio e di incenerimento dei rifiuti, che si rende manifesto di fronte alle dichiarazioni degli Ispettori della Commissione Europea arrivati oggi a Napoli: "Il ciclo virtuoso che chiediamo da tre anni e mezzo – hanno dichiarato - ancora non si vede. Non spetta a noi fare scelte ma a noi spetta garantire che la nuova direttiva sui rifiuti, che entra in vigore il 12 dicembre e che l'Italia ha recepito, venga pienamente rispettata".
Infatti la vera questione, come molti fra sindaci e medici asl, insieme ai comitati di cittadini sostengono, è come cominciare la differenziata domani mattina, non come avere un inceneritore fra tre anni. Nel frattempo lo sversamento a Cava Sari così come il transito degli autocompattatori nei comuni all’interno del Parco nazionale del Vesuvio continua tra la rabbia dei cittadini, costretti ad accettare una soluzione che non è una soluzione ma un palliativo, perché vengono utilizzate discariche di cui da tempo chiedono la chiusura. I comitati hanno invitato la delegazione della Commissione Europea a visitare le popolazioni che vivono accanto alle discariche, e intanto annunciano che non rinunceranno a protestare.
“Dalla Rotonda non ci muoviamo. Questa sera incontreremo i nostri legali: è nostra intenzione denunciare Mancuso al Consiglio Superiore della Magistratura e i sindaci per omissioni di atti d’ufficio. E vedremo se troveremo in questa parodia di Stato un magistrato che vorrà intervenire”, fa sapere Luigi Casciello dei comitati dei cittadini di Terzigno e Boscoreale. Dai microfoni di Radio città aperta Casciello ha ricordato che il procuratore di Nola Paolo Mancuso “il 5 di ottobre scorso, quando è stato ascoltato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha dichiarato che, in un altro Stato, una fabbrica che produce inquinamento, che è omertosa, che non si attiene a quelle che sono le regole in materia ambientale verrebbe sicuramente chiusa. Mentre in Italia occorre valutare tanti altri fattori...” . In quell’occasione Mancuso ha detto testualmente – continua Casciello: “La provincia di Napoli […] ha trovato una serie di inadempienze anche abbastanza gravi e significative per quanto riguarda il pericolo di infiltrazione nel terreno dei reflui, di percolati vari e così via. [...]. Io spero che di tutto questo non venga a diffondersi notizia nella cittadinanza. Lei sa quale densità di abitanti, insieme ad altri insediamenti produttivi altrettanto inquinanti, vive in quel posto”.
Il prossimo 27 novembre intanto i comitati di Chiaiano, Marano e Mugnano saranno in piazza con un corteo che partirà dal comune di Mugnano – fa sapere il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano - attraverserà il quartiere di Chiaiano per concludersi all’ingresso della discarica. Una manifestazione che avrà come tema “senza dubbio quello della qualità della vita”, ma in cui “esprimeremo tutta la nostra opposizione al piano rifiuti di Caldoro e Cesaro fatto di altre discariche ed altri inceneritori”. Il presidio permanente chiede che “venga istituito il registro dei tumori e delle patologie in tutta la Campania, perché il disastro ambientale di oggi incide sulla salute di 6 milioni di cittadini”.
La situazione non è “come” quella del 2006, è molto peggio. E’ peggio perché se negli anni il problema non è stato risolto, vuol dire che l’inquinamento del terreno e la tossicità dei rifiuti ha aggravato la situazione, è peggio perché lo sfacelo campano si compie sulla pelle dei bambini, di cui aumenta in modo esponenziale il tumore neonatale, e di uomini e donne che abitano il territorio, nell’indifferenza di un governo incapace di affrontare la crisi, tantomeno quella dei rifiuti.
La stessa diatriba offerta dal ministro Mara Carfagna a beneficio dei suoi elettori, non è che l’ennesimo braccio di ferro fra poteri, per sfilare da sotto una torta che non si vuole spartire. Non è certo la costruzione di un inceneritore, la cui attivazione potrebbe essere fra tre anni (volendo fare previsioni basate su criteri corretti di appalto e gestione) la soluzione del problema. Se lo fosse, e se il problema fosse davvero il bene di quella terra per i suoi amministratori locali, credete davvero che litigherebbero per decidere se la gestione debba essere comunale, provinciale o regionale?
Questo è solo il metro di misura dello sfascio del potere costituito. Il fallimento di una strategia basata da una parte sulla propaganda mediatica delle innumerevoli quanto vane dichiarazioni ad effetto di Berlusconi, e dall’altra sulla violenza degli apparati di sicurezza e la militarizzazione dei siti di stoccaggio e di incenerimento dei rifiuti, che si rende manifesto di fronte alle dichiarazioni degli Ispettori della Commissione Europea arrivati oggi a Napoli: "Il ciclo virtuoso che chiediamo da tre anni e mezzo – hanno dichiarato - ancora non si vede. Non spetta a noi fare scelte ma a noi spetta garantire che la nuova direttiva sui rifiuti, che entra in vigore il 12 dicembre e che l'Italia ha recepito, venga pienamente rispettata".
Infatti la vera questione, come molti fra sindaci e medici asl, insieme ai comitati di cittadini sostengono, è come cominciare la differenziata domani mattina, non come avere un inceneritore fra tre anni. Nel frattempo lo sversamento a Cava Sari così come il transito degli autocompattatori nei comuni all’interno del Parco nazionale del Vesuvio continua tra la rabbia dei cittadini, costretti ad accettare una soluzione che non è una soluzione ma un palliativo, perché vengono utilizzate discariche di cui da tempo chiedono la chiusura. I comitati hanno invitato la delegazione della Commissione Europea a visitare le popolazioni che vivono accanto alle discariche, e intanto annunciano che non rinunceranno a protestare.
“Dalla Rotonda non ci muoviamo. Questa sera incontreremo i nostri legali: è nostra intenzione denunciare Mancuso al Consiglio Superiore della Magistratura e i sindaci per omissioni di atti d’ufficio. E vedremo se troveremo in questa parodia di Stato un magistrato che vorrà intervenire”, fa sapere Luigi Casciello dei comitati dei cittadini di Terzigno e Boscoreale. Dai microfoni di Radio città aperta Casciello ha ricordato che il procuratore di Nola Paolo Mancuso “il 5 di ottobre scorso, quando è stato ascoltato dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ha dichiarato che, in un altro Stato, una fabbrica che produce inquinamento, che è omertosa, che non si attiene a quelle che sono le regole in materia ambientale verrebbe sicuramente chiusa. Mentre in Italia occorre valutare tanti altri fattori...” . In quell’occasione Mancuso ha detto testualmente – continua Casciello: “La provincia di Napoli […] ha trovato una serie di inadempienze anche abbastanza gravi e significative per quanto riguarda il pericolo di infiltrazione nel terreno dei reflui, di percolati vari e così via. [...]. Io spero che di tutto questo non venga a diffondersi notizia nella cittadinanza. Lei sa quale densità di abitanti, insieme ad altri insediamenti produttivi altrettanto inquinanti, vive in quel posto”.
Il prossimo 27 novembre intanto i comitati di Chiaiano, Marano e Mugnano saranno in piazza con un corteo che partirà dal comune di Mugnano – fa sapere il Presidio permanente contro la discarica di Chiaiano - attraverserà il quartiere di Chiaiano per concludersi all’ingresso della discarica. Una manifestazione che avrà come tema “senza dubbio quello della qualità della vita”, ma in cui “esprimeremo tutta la nostra opposizione al piano rifiuti di Caldoro e Cesaro fatto di altre discariche ed altri inceneritori”. Il presidio permanente chiede che “venga istituito il registro dei tumori e delle patologie in tutta la Campania, perché il disastro ambientale di oggi incide sulla salute di 6 milioni di cittadini”.
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