Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 16:51
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Prezzo della Crisi del 16-02-2010: 'Un Vietnam targato Italia'


di Fabio Sebastiani
La vicenda della Meditec di Battipaglia, dove personale altamente specializzato lavorava in condizioni da terzo mondo per conto dell’Alcatel-Lucent, ci dice esattamente dove sta andando il Bel Paese e cosa ci si deve aspettare nel prossimo futuro: pochissime grandi aziende “in chiaro” e tutto il resto, vale a dire il 99% del Pil nazionale, completamente al nero. Non è la prima volta. Mesi fa è accaduto qualcosa di simile nel settore alimentare in una azienda alle porte di Roma.
E’ l’obiettivo del Governo, propagandato nei mille provvedimenti della deregulation contro i diritti del lavoro, questo. Non si capisce perché le imprese non si debbano adeguare. Non è la “cinesizzazione” dell’Italia. E’ qualcosa di peggio. Tornano le figure “storiche” a Battipaglia: la politica del voto di scambio (lavoro contro voto) e i caporali. Torna l’assoluta mancanza di controli. Stavolta c’è di mezzo una multinazionale gallonata, la Alcatel-Lucent. Una di quelle che siede nei salotti buoni di Confindustria, tanto per capirci. In Cina uno Statuto dei lavoratori c’è. Ed è lo stesso Governo della Repubblica popolare a preoccuparsi di farlo rispettare. Noi pure abbiamo uno Statuto dei lavoratori, ma è ormai carta straccia. E un esecutivo che si preoccupa di farlo rispettare non c’è. Ciò che si sta consolidando nel paese è una “deregulation di fatto”. La classe imprenditoriale sta riportando tutto ai brutali rapporti di forza. Lopro hanno il coltello dalla parte del manico perché possono contare su filiere politico mafiose. Tutto ciò che il centrodestra ha pedagogicamente insegnato al ventre del Paese per quanto riguarda l’evasione fiscale selvaggia, ora si sta trasferendo nel mondo del lavoro. Il potere economico, in difficoltà a causa della crisi, si salda agli altri poteri forti che ci sono nel territorio. E con questa “santa alleanza” governa i lavoratori e impone la sua legge.
La vicenda di Battipaglia ci dice qualcosa anche sul ruolo del sindacato. C’è voluto un delegato coraggioso a far luce sulle modalità attraverso le quali la multinazionale “esternalizzava” pezzi di produzione. Un lavoro certosino, di infiltrazione e di inchiesta, che poi è sfociato in una vera e propria denuncia. Il sindacato quindi non è così impotente come si vuole disegnare. E non lo è nemmeno in uno dei territori più difficili dell’agibilità sindacale. Perché c’è una sottostima così evidente della forza effettiva da parte dello stesso sindacato? Le mobilitazioni di questi mesi ci dicono che i lavoratori hanno rotto la capa della concertazione dimostrando fattivamente la loro disponibilità alla lotta. Dall’altra parte c’è un sindacato che non solo rimane indifferente alla richiesta di unificazione delle lotte, ma sembra come imbambolato da una piattaforma superata dalla fase economica e dal confronto politico.
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