Prezzo della Crisi del 18-02-2010: 'Che paese è un paese che…'
Daniele Nalbone
Che paese è un paese che costringe i propri eroi a scendere in piazza per difendere la loro dignità? Dignità non di eroi, ma di lavoratori. Stamattina, davanti al Parlamento, i Vigili del Fuoco hanno manifestato per portare all’attenzione pubblica la grave emergenza nella quale sono costretti ad affrontare le emergenze. Per una nuova Protezione civile. E, ultima notizia, per rivendicare il diritto a non essere avvelenati sul lavoro: due giorni fa, infatti, “gli angeli del terremoto” hanno scoperto che il loro campo base, in quel di Monticchio, frazione de L’Aquila, è stato allestito su una discarica di rifiuti tossici dove giacciono sostanze pericolose per l’uomo e per l’ambiente, lascito della ex Agriformula, azienda che produceva diserbanti, insetticidi, fungicidi. Il tutto, ovviamente, a loro insaputa. Lo hanno scoperto alcuni eroi: mentre erano impegnati in un’operazione di livellamento del terreno hanno visto emergere dal suolo dei contenitori dall’aspetto inquietante. Poche ore dopo, direttamente dall’Ispra, proprio l’istituto per la cui difesa decine di lavoratori hanno “soggiornato” sul tetto per due mesi, è arrivata l’agghiacciante conferma: il loro campo base, dove in un anno si sono avvicendati circa mille vigili del fuoco, è stato allestito su un terreno pieno di tetraconazolo, penthoate, carbaril, frammisti ad arsenico, stagno e zinco.
Che paese è un paese che dopo aver costretto i propri eroi a lavorare con mezzi vetusti, senza manutenzione, con turnazioni senza limiti di orario, ora si viene a sapere aver costretto “gli angeli del terremoto” a vivere per un anno fra i veleni?
È per questo che limitarsi a stralciare le norme che avrebbero istituito la Società per Azioni - Protezione civile è si una vittoria, ma una vittoria a metà. Serve un’altra Protezione civile, perché la Protezione civile che si è occupata delle emergenze come fossero grandi eventi e di grandi eventi come fossero grandi emergenze, non era un S.p.A. Era, e continuerà ad essere se non verrà dato seguito alle denunce di persone come i Vigili del Fuoco in piazza stamattina, la Protezione civile made in B&B.
È arrivato il momento che si dia vita a una nuova struttura, pensata per la necessità della cittadinanza e nella quale i Vigili del Fuoco abbiano un ruolo centrale. Dove possano lavorare, e il loro lavoro, ricordiamo, consiste nel soccorso tecnico urgente, con le risorse necessarie, personale in numero adeguato e mezzi degni di un paese civile.
Ma in piazza, a dimostrazione della rete “tentacolare” della Protezione civile modello B&B, stamane non c’erano soltanto i Vigili del Fuoco. Con loro anche i lavoratori della Ricerca, dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Già, perché forse qualcuno non si è accorto che mentre la Protezione civile era intenta a organizzare G8 o mondiali di nuoto, o è intenta a concedere appalti ad amici di amici in vista del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, il nostro paese sta franando. Ebbene, in tutto questo tempo i lavoratori, precari, degli istituti di ricerca hanno suonato un campanello d’allarme rimasto inascoltato: troppo importante il Ponte di Messina, troppo redditizie le nuove carceri, troppo interessanti i grandi eventi.
Per questo uno degli obiettivi del decreto 195, quello di riforma della Protezione civile, è quello di togliere al Ministero dell’Ambiente risorse per svolgere la propria funzione di monitoraggio e di prevenzione ambientale per far posto a una struttura commissariale volta a creare l’ennesimo apparato da “grandi appalti”.
Che paese è questo paese?
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