Prezzo della Crisi del 20-02-2010: 'Non per odio, ma per dignità '
di Daniele Nalbone
Il judo e il karate. Beatles e Pink Floyd. La Roma. La fotografia. E la politica. Erano queste, trenta anni fa, le passioni di un ragazzo di diciannove anni. Passioni che venivano subito dopo la politica e gli ideali di uno studente che stava dedicando tutta la sua vita alla contro-informazione. A denunciare i legami tra stato e poteri forti. A scovare chi di questi poteri e di questo stato erano i servitori. Nel “dossier Nar” c’era (anche) tutto questo. Chiedo scusa a chi, giustamente, si aspetta da un sito come controlacrisi.org un contributo diverso, ma per “fare il conto del prezzo della crisi” è necessario avere memoria. E oggi è il giorno di ricordare Valerio Verbano. Mentre questo articolo sarà online, a Roma nord centinaia di ragazzi e ragazze, uomini e donne, madri e padri, antifascisti e antifasciste stanno sfilando in corteo da via Montebianco, la via in cui Valerio abitava, a piazza Sempione. Due luoghi simbolo di un quartiere che in trenta anni è passato dalla tragica morte di Valerio, ucciso dai Nar davanti agli occhi della madre, Carla, allo sgombero, avvenuto lo scorso novembre, manu militari dell’Horus occupato, luogo di riferimento per i giovani e la cultura di Roma nord.
In piazza ci sarà tutta Roma, ma anche le Madri per Roma Città Aperta, con Stefania, la madre di Renato Biagetti, in prima fila. Sono i compagni e le compagne di Valerio e di Renato, compagni e compagne di ieri e di oggi, a proseguire, a trent’anni di distanza, il percorso di Valerio. Ricordare la sua passione per la libertà. «Non per odio, ma per dignità» spiegano di ragazzi di Roma nord. È per questo che il messaggio e il ricordo di Valerio, oggi, è e deve essere più forte che mai. Per dignità. Non è un caso che negli ultimi anni i progetti culturali, sportivi, sociali che portano il nome di Valerio si siano moltiplicati in tutta Roma. Non è un caso che la mattina lunedì 22 febbraio, giorno dell’anniversario della morte di Valerio, presso il liceo Archimede, sia in programma un assemblea delle reti studentesche cittadine. Per parlare del futuro, ma con un occhio alla nostra storia. Ecco perché trovo necessario riportare la frase più significativa del messaggio che i compagni e le compagne di Valerio hanno lanciato alla città in occasione del trentesimo anno della sua scomparsa: «Ricordare oggi Valerio, significa lottare per una società più libera, contro la paura e l’egoismo, per nuovi diritti di cittadinanza, contro un modello sociale fondato ancora sullo sfruttamento. Strappare spazi alla speculazione, affermare il diritto alla casa, contrastare la precarietà di vita e di lavoro, aprirsi a una società meticcia e multiculturale, praticare autonomia e indipendenza».
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