Prezzo della Crisi del 13-03-2010: 'Se la battaglia politica si incardina alla lotta sociale '
di Vittorio Bonanni
Il ringraziamento di Paolo Ferrero alla Cgil, fatto dal palco di Piazza del Popolo, è un po’ il segno di quello che l’opposizione in Italia dovrebbe essere in grado di costruire. Ventiquattr’ore prima era stato il più grande sindacato italiano a sfidare da solo il governo contro gli attacchi all’articolo 18, per contrastare la disoccupazione, per rivendicare un maggiore equilibrio fiscale e per combattere il razzismo riuscendo nella non facile impresa di riempire un po’ ovunque le principali piazze italiane. Oggi è stata la Politica, una volta tanto con la P maiuscola e una volta tanto unitaria, a dire la sua mettendo insieme tutte le forze dell’opposizione, se si esclude l’Udc, non a caso sotto lo slogan “Democrazia, legalità, lavoro. Sì alle regole e ai diritti. No ai trucchi. Per vincere”. E non solo a Roma se è vero che anche piazze importanti come quella di Milano e di Mestre venivano date per piene. Del resto direbbe qualcuno “se non ora quando?”. C’è tutto l’indispensabile per mettere insieme chi non ci vuole più stare: dagli attacchi al mondo del lavoro alle regole “ad listam”; dalla mai sopita voglia del Cavaliere di rinnovare i noti editti bulgari sull’informazione fino alla creazione di vere e proprie liste di proscrizione che indicherebbero i giornalisti assolutamente da non invitare nelle già abbastanza censurate trasmissioni Rai fino ai tentativi continui di ridurre al silenzio la magistratura. Il tutto alla vigilia forse del voto regionale più politicizzato della storia della nostra Repubblica, e non certo per colpa dell’opposizione. Questo quadro che abbiamo appena descritto “rischia” di mettere insieme in modo virtuoso la Cgil, proprio alla vigilia di un congresso che si presenta tormentato e le forze di centro-sinistra che insperabilmente avrebbero abbandonato, almeno nelle parole d’ordine di ieri, ogni moderatismo e tentativo di dialogo con la destra per privilegiare quel mondo del lavoro una volta tanto presente a chiare lettere anche nelle parole del segretario del Pd Pierluigi Bersani. La presenza del leader di Corso d’Italia Guglielmo Epifani – “quello che lega questa piazza è la consapevolezza della gravità della situazione sociale” ha detto il segretario della Cgil – è il segno evidente di questo nuovo schieramento democratico che mette insieme la politica e la società individuando nel “passaggio delicato della vita democratica del paese” quel minimo comune denominatore punto di partenza perché l’Italia cominci a liberarsi una volta per tutte di una destra pericolosa come tutte le destre ma con un di più di eversivo che la rende più pericolosa delle altre. A cominciare dal prossimo voto regionale, per rendere credibile la prospettiva dell’alternativa.
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