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Il Tar boccia ancora la lista Pdl di Roma: è la settima bocciatura

Il Tar del Lazio ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal Pdl contro il provvedimento con il quale il 12 marzo l'ufficio elettorale centrale presso la Corte d'Appello non aveva ammesso la lista provinciale di Roma alle regionali. La lista del Pdl di Roma, dunque, per il momento resta fuori dalla competizione elettorale. L'ennesimo tentativo del Pdl era arrivato dopo che la lista era stata ripresentata grazie al decreto "salvaliste" varato dal governo.

I giudici amministrativi della sezione seconda bis, presieduta da Eduardo Pugliese, hanno respinto la richiesta del Pdl, confermando il provvedimento della Corte d'appello di Roma, che venerdì aveva escluso la lista dalle elezioni, presentata il lunedì precedente grazie all'effetto del decreto salvaliste. Nel respingere il nuovo ricorso il Tar ha ribadito quanto già aveva affermato nell'ordinanza di lunedì 8 marzo: il decreto salvaliste non può essere applicato, dal momento che la potestà legislativa in materia elettorale è competenza regionale e, in ogni caso, «si registra una carenza di elementi precisi e concordanti» che dimostrino la presenza dei delegati del Pdl prima delle 12 e con la prescritta documentazione in quel fatidico 27 febbraio.

 Non è servito al Pdl neppure il cambio, chiesto e ottenuto, nella composizione del collegio giudicante per evitare la bocciatura.La prima volta la Corte d'Appello aveva bocciato la lista Pdl di Roma per due volte, poi era stata la volta del tar e poi del Consiglio di Stato. La "seconda" lista è già stata bocciata due volte dalla Corte d'Appello e stasera dal Tar. Si attende ora che con il secondo ricorso al Consiglio di Stato il secondo "ciclo" si compia definitivamente: fino ad ora la lista Pdl è stata bocciata sette volte. Ora si attende l'ottavo pronunciamento, quello del Consiglio di Stato. Se ci dovesse essere l'ottava bocciatura, sarebbe matematicamente certo che la lista Pdl non sarà presente alle regionali del Lazio nella provincia di Roma.

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