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MANOVRA: MORANDO, SÌ PD A DIALOGO SE RIFORME STRUTTURALI
ROMA, 16 MAG - Niente «mosse disperate» per battere la crisi ma solo riforme strutturali. È la linea di Enrico Morando del Pd che, intervistato dal Corriere della Sera delimita il campo del dialogo tra il Pd e il governo, sul dibattito relativo alle riforme per sostenere la maxi manovra.
Se il governo non cambia idea, «non c'è dialogo possibile ma solo scontro. In caso contrario - dice - il confronto si apre e noi dobbiamo essere disponibili».
Grazie ai governi di centrosinistra, secondo l'esponente del Pd, «la dinamica delle pensioni non è un problema dell'Italia per i prossimi 40 anni», mentre lo è la riforma della pubblica amministrazione, «la più urgente», che si deve affrontare applicando la legge Brunetta-Ichino, fondata sulla valutazione dei risultati.
Sul versante fiscale Morando immagina «un tributo sulla dimensione della leva finanziaria degli istituti di credito, impegando poi le risorse per tagliare drasticamente le aliquote sui redditi da lavoro delle donne».
Il Partito democratico, secondo Morando, non si farà coinvolgere da un governo «che agisce solo nell'emergenza. C'è da riformare il mercato del lavoro, alzare le aliquote contributive dei lavoratori non dipendenti, rilanciare le liberalizzazioni..» e infine ribadisce la disponibilità al dialogo sulle riforme strutturali, perchè «la buona propaganda - conclude - non mi ha mai fatto schifo».(ANSA).
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