Prezzo della Crisi del 27-05-2010: 'La cricca diventa multinazionale: a Roma sbarca l'IBAC'
di Serena Salucci
Il Comune di Roma non ha ancora presentato il bilancio. Il sindaco Alemanno prende tempo e assicura che sarà discusso e approvato entro il 31 luglio, dopo aver ottenuto la separazione definitiva dalle precedenti gestioni, colpevoli di aver lasciato un buco di dieci miliardi, così come ci informano migliaia di manifesti fatti affiggere dal PdL in tutti gli angoli della città. Pazienza ci vuole, per tutti i creditori del Comune, pubblici e privati, pazienza per i Municipi con le casse vuote e i conti da pagare, pazienza per gli impiegati costretti a lavorare in continua emergenza.
Nel frattempo, però, il primo cittadino si sta dando un gran da fare per rilanciare lo sviluppo della capitale, e quando le cricche locali non bastano più, la nuova “linfa vitale” arriva da quelle multinazionali.
A Roma si insedierà ufficialmente domani l'Ibac, l'International Business Advisory Council, un fantomatico consiglio internazionale di esperti attivo da 21 anni a Shangai e da 3 a Londra, che – si legge nel comunicato diramato dal Campidoglio - «offrirà un valore aggiunto allo sviluppo della città, con consigli e idee concrete per elaborare strategie e processi di sviluppo sul medio e lungo periodo». L'evento, di cui fino a qualche giorno fa non si conosceva l'esistenza, è stato organizzato in pompa magna con tanto di spettacoli di luce alla colonna Traiana, gentilmente offerti dall'Acea, quell'azienda quasi ex-pubblica che gestisce acqua e energia della capitale e che, a colpi di innalzamento del pacchetto azionario, sta finendo dritta dritta nelle mani del costruttore Caltagirone. Curiose coincidenze.
Ma chi sono e cosa “offriranno” questi esperti dell'Ibac? I cinquanta membri dovrebbero rappresentare il fior fiore del capitalismo mondiale, fra presidenti, amministratori delegati e membri dei consigli di amministrazione delle più importanti multinazionali del pianeta. Peccato che a poche ore dal vertice la lista dei partecipanti non sia stata ancora resa nota dall'Ufficio Stampa del Comune, sarà una sorpresa. A detta del sindaco, questi guru dell'imprenditoria metteranno la loro esperienza gratuitamente a disposizione della città di Roma con lo scopo di attirare gli investimenti internazionali... e chissà chi avrà la precedenza in questi “investimenti” di cui il Comune di Roma si augura evidentemente di diventare socio in affari. «IBAC per Roma – leggiamo nel comunicato - nasce dalla consapevolezza che le grandi città e le grandi aziende hanno bisogno le une delle altre e che, grazie a questo rapporto così stretto, è possibile liberare energie, idee e risorse capaci di fare di Roma una vera capitale globale e moderna, legata alla propria identità, al proprio straordinario passato millenario e veramente proiettata nel futuro». Un futuro che per Alemanno coincide con un numero: 2020. Per questo il sindaco fa le cose in grande e gioca d'anticipo, sulla scia tracciata da Londra che insediò l'Ibac proprio all'indomani dell'assegnazione dei Giochi Olimpici. Sarà meglio che cominciamo a tenere d'occhio anche i lavori di questa ennesima commissione che pretende di occuparsi del futuro di Roma.
Il Comune di Roma non ha ancora presentato il bilancio. Il sindaco Alemanno prende tempo e assicura che sarà discusso e approvato entro il 31 luglio, dopo aver ottenuto la separazione definitiva dalle precedenti gestioni, colpevoli di aver lasciato un buco di dieci miliardi, così come ci informano migliaia di manifesti fatti affiggere dal PdL in tutti gli angoli della città. Pazienza ci vuole, per tutti i creditori del Comune, pubblici e privati, pazienza per i Municipi con le casse vuote e i conti da pagare, pazienza per gli impiegati costretti a lavorare in continua emergenza.
Nel frattempo, però, il primo cittadino si sta dando un gran da fare per rilanciare lo sviluppo della capitale, e quando le cricche locali non bastano più, la nuova “linfa vitale” arriva da quelle multinazionali.
A Roma si insedierà ufficialmente domani l'Ibac, l'International Business Advisory Council, un fantomatico consiglio internazionale di esperti attivo da 21 anni a Shangai e da 3 a Londra, che – si legge nel comunicato diramato dal Campidoglio - «offrirà un valore aggiunto allo sviluppo della città, con consigli e idee concrete per elaborare strategie e processi di sviluppo sul medio e lungo periodo». L'evento, di cui fino a qualche giorno fa non si conosceva l'esistenza, è stato organizzato in pompa magna con tanto di spettacoli di luce alla colonna Traiana, gentilmente offerti dall'Acea, quell'azienda quasi ex-pubblica che gestisce acqua e energia della capitale e che, a colpi di innalzamento del pacchetto azionario, sta finendo dritta dritta nelle mani del costruttore Caltagirone. Curiose coincidenze.
Ma chi sono e cosa “offriranno” questi esperti dell'Ibac? I cinquanta membri dovrebbero rappresentare il fior fiore del capitalismo mondiale, fra presidenti, amministratori delegati e membri dei consigli di amministrazione delle più importanti multinazionali del pianeta. Peccato che a poche ore dal vertice la lista dei partecipanti non sia stata ancora resa nota dall'Ufficio Stampa del Comune, sarà una sorpresa. A detta del sindaco, questi guru dell'imprenditoria metteranno la loro esperienza gratuitamente a disposizione della città di Roma con lo scopo di attirare gli investimenti internazionali... e chissà chi avrà la precedenza in questi “investimenti” di cui il Comune di Roma si augura evidentemente di diventare socio in affari. «IBAC per Roma – leggiamo nel comunicato - nasce dalla consapevolezza che le grandi città e le grandi aziende hanno bisogno le une delle altre e che, grazie a questo rapporto così stretto, è possibile liberare energie, idee e risorse capaci di fare di Roma una vera capitale globale e moderna, legata alla propria identità, al proprio straordinario passato millenario e veramente proiettata nel futuro». Un futuro che per Alemanno coincide con un numero: 2020. Per questo il sindaco fa le cose in grande e gioca d'anticipo, sulla scia tracciata da Londra che insediò l'Ibac proprio all'indomani dell'assegnazione dei Giochi Olimpici. Sarà meglio che cominciamo a tenere d'occhio anche i lavori di questa ennesima commissione che pretende di occuparsi del futuro di Roma.
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