Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 17:27
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 06-05-2010: 'E meno male che Sabina c'é '
Esce domani nelle sale italiane “Draquila, l'Italia che trema”, il docufilm di Sabina Guzzanti sul post terremoto dell'Aquila, ed è già polemica. «L'Italia non farà una bella figura con quel film», a lanciare l'anatema alla regista è stato Bertolaso in persona, infastidito per la proiezione di Draquila al festival di Cannes. Curioso il funabolismo verbale del ministro, attento a non fare nomi. «Presto, prestissimo si parlerà di noi – dice Superguido - e questo a proposito dello stravolgimento della verità. A breve verrà presentato un film a un festival e in questo film ci sarà una verità, che non è la verità, ma solo una delle verità. E l'Italia non farà una grande figura».
Non crediamo che in questo momento la preoccupazione maggiore degli abitanti dell'Aquila sia quella di fare belle o brutte figure, quanto di avere finalmente la possibilità di far sentire la propria voce senza strumentalizzazioni, per raccontare proprio “quella parte di verità” che, guarda caso, è stata soffocata in tutti i modi e che è emersa solo grazie al lavoro di tanti giornalisti e artisti indipendenti.
È il caso anche di Sabina Guzzanti, che ha voluto verificare di persona ciò che stava succedendo nel capoluogo abruzzese, a pochi mesi dal devastante sisma del 6 aprile 2009.
Come racconta lei stessa, mentre i telegiornali Raiset ci bombardavano con le immagini del premer e del fido Bertolaso acclamati dai terremotati come salvatori della patria, dispensatori di dentiere e vacanze premio sulla costa adriatica, la situazione nelle tendopoli era ben diversa e si levavano insistentemente voci inquietanti sul comportamento della Protezione Civile. Non andava tutto bene, ma la stragrande maggioranza degli italiani era stata convinta che a l'Aquila fosse in corso un miracolo. Ci sono voluti mesi per capire, vedere, ascoltare e raccontare, centinaia di ore di girato per mettere insieme i pezzi di una storia che a poco a poco è divenuta un film.
Come film lo giudicheremo dopo averlo visto, quello che possiamo dire da subito è che non sarà certo il film della Guzzanti a far crollare l'immagine dell'Italia.
A far brutta figura saranno altri, visti gli ultimi capitoli sulla “cricca” che la cronaca giudiziaria ci regala quotidianamente. Quello che serve adesso, e Bertolaso lo sa, è un diversivo e in mancanza di catastrofi naturali, giubilei e eventi sportivi, la “bomba” Draquila può fare al caso.
Ci auguriamo solo che Sabina abbia conservato la katana da samurai che brandiva nell'incipit di Raiot.

Leggi tutti i prezzi della crisi...