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Prezzo della Crisi del 08-05-2010: 'Riflessioni da una casa occupata che non affaccia sul Colosseo '
Poche ore dopo l’uscita dei primi dati forniti dal Ministero dell’Interno sui provvedimento di sfratto nel 2009, ecco scoppiare il caso Scajola. Così, mentre si veniva a sapere che nel 2009 sono state ben 61mila le famiglie alle quali è stato recapitato un provvedimento di sfratto, 51mila delle quali perché non riuscivano a pagare l’affitto o il mutuo a fine mese, un ministro, che per il suo incarico al Ministero dello Sviluppo Economico, quotidianamente si trovava (o si sarebbe dovuto trovare?) a fare i conti con la crisi, con fabbriche sull’orlo del baratro, lavoratori disperati, operai in cassa integrazione, si preoccupava di far luce su chi gli avesse comprato, anni fa, più della metà di casa. Da una parte cittadini, lavoratori, famiglie alla prese con il dramma sfratto. Dall’altro un ormai ex ministro che, tornando nella sua casa vista Colosseo pagata appena 600mila euro, si chiedeva chi mai avesse pagato i “rimanenti” 900 milioni della sua abitazione. Ed è proprio in quelle stesse ore che centocinquanta nuclei familiari in emergenza abitativa, tra i quali rifugiati politici, richiedenti asilo, famiglie italiane prossime allo sfratto o sfrattate, una parte di quel mondo disperato censito dal Ministero dell’Interno, occupavano, nuovamente, lo stabile di proprietà del Cnr già occupato a dicembre, inserito in un fondo di Bnp Paribas per essere “valorizzato”, sito in via del Policlinico, a pochi passi dalla sede nazionale del Prc e dalla redazione di Liberazione. E allora, mentre un Ministro, dalle telecamere di Porta a Porta, affermava di voler vendere la propria casa, non potendo accettare l’idea di vivere in un luogo non completamente pagato da lui, rientrando solamente di quei soldi pagati (600 mila euro), centinaia di persone si apprestavano a passare la seconda notte all’interno di uno stabile occupato, un ex ufficio, con un bagno per piano, senza cucina. Due domande assillavano chi, in quelle ore, non poteva affacciarsi alle finestre in quanto murate. Finestre che, comunque, non avrebbero avuto la vista sul Colosseo: a quando il prossimo sgombero? Così, mentre decine di bambini si addormentavano tra le braccia dei genitori riuniti nell’ennesima assemblea di gestione dell’occupazione, per preparare i turni di guardia al cancello, un Ministro dello stato italiano comunicava che avrebbe venduto a 600mila euro un appartamento del valore di un milione e mezzo di euro. O che avrebbe avuto 900mila euro in eccedenza da “restituire”, non sapendo però a chi. E allora perché non creare un comitato di 600 precari che, con mille euro a testa (a trovarli!), potrebbe acquistare un appartamento da rivendere a due volte e mezzo tanto, facendo così di uno scandalo tutto italiano una forma di “lotta contro la crisi”? Oppure, qualora alla fine casa-Scajola venisse venduta a prezzo di mercato, mettiamoci in coda fuori dalla sede di Forza Italia o dalla nuova casa-Scajola a chiedere, ognuno di noi, quota di quei soldi da restituire, togliendo così all’ex ministro il problema di capire chi gli abbia comprato casa. A meno che l’ex ministro non sappia già su quale conto accreditare quei soldi in eccedenza…

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