Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 17:27
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Prezzo della Crisi del 01-06-2010: 'Manovra e famiglie, le contraddizioni di Napolitano'
A ventiquattro ore dalla firma di una finanziaria che promette lacrime e sangue, il Capo dello Stato si preoccupa del destino dei meno abbienti e dei lavoratori e chiede sacrifici a tutti.

Napolitano è preoccupato per gli italiani, per quelli meno abbienti, per chi non ce la fa, come in tanti dicono un giorno sì e l’altro pure, ad arrivare alla fine del mese. Il Capo dello Stato lo ha ricordato di nuovo oggi nel videomessaggio per la celebrazione del 2 Giugno. L’ex leader comunista ha affermato esplicitamente di riferirsi «ai problemi del lavoro e della vita quotidiana, dell’economia e della giustizia sociale» facendo riferimento alla grande crisi che sta attraversando l’Europa e il mondo intero. Ma le sue rischiano di sembrare, o di essere per parlare chiaro, parole vuote, appunto una delle tante affermazioni che i leader politici anche di schieramenti diversi fanno, riproponendo alla fine le solite ricette. Non si spiega altrimenti perché, malgrado le sue preoccupazioni che evidentemente hanno origine dalla sua storia politica, poi l’inquilino del Quirinale abbia firmato ieri il decreto legge del governo sulla manovra economica e finanziaria che non sembra p!
roprio andare nella direzione auspicata dal Presidente. Il carattere antisociale della manovra 2010 è evidente. Licenziati decine di migliaia di precari, lavoratori pubblici colpiti, tagliate le risorse alle regioni (in aperta contraddizione dunque con il disegno federalista) e dunque al welfare che queste garantiscono in virtù di un’autonomia che viene loro negata con questo provvedimento. E ancora penalizzato il mondo della ricerca, dell spettacolo, della cultura, come hanno denunciato oggi gli istituti culturali piemontesi. E certo non convincono le argomentazioni secondo le quali bisogna fare così per non finire come la Grecia. Basterebbe per fare questo fermare gli speculatori, obbligare, come ricordava recentemente il segretario del Prc Paolo Ferrero, la Banca centrale europea ad acquistare i titolo di stato europei messi sul mercato, oltre che ovviamente tassare le rendite finanziarie, come alcuni vanno predicando invano da tempo. Ma niente di tutto questo è previsto!
nella manovra di ben 24 miliardi, né Napolitano si è preoccup!
ato di fare appello al governo indicando una direzione che somigliasse, sia pure timidamente, a quella che abbiamo indicato e che in tanti stanno indicando. Un’altra occasione persa per il Presidente della Repubblica e una conferma che in questa dura battaglia di sopravvivenza lui non può essere l’alleato che invece speravamo fosse.
di Vittorio Bonanni

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