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Treviso, Zaia fa sostituire l'Inno con Va pensiero: proteste

All'inaugurazione di una scuola nel Trevigiano non si suona l'Inno di Mameli: il neo-governatore veneto Luca Zaia avrebbe chiesto di sostituirlo con il 'Va pensierò di Verdi. Il fatto fa rumore e scatena la polemica contro la Lega, già sotto tiro dopo che, il 2 giugno, i suoi avevano disertato la Parata dei Fori imperiali e che Roberto Maroni aveva fatto eseguire a una cerimonia ufficiale 'La gattà di Gino Paoli al posto dell'inno di Mameli. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa considera la scelta di Zaia come «un fatto grave», e un altro ministro, Andrea Ronchi, si spinge a parlare di «oltraggio alla Nazione». Tutto succede all'inaugurazione di una scuola primaria di Fanzolo di Vedelago, piccolo centro in provincia di Treviso.

Al taglio del nastro, con tutte le autorità schierate, un coro avrebbe dovuto eseguire l'Inno nazionale. Ma un paio di collaboratori di Zaia avrebbero chiesto di sostituire Fratelli d'Italia con la celebre aria del Nabucco che la lega ha adottato come inno ufficiale della Padania. Zaia nega qualsiasi proprio intervento sul protocollo. «L'inno è stato regolarmente cantato al taglio del nastro», precisa. Ma testimoni raccontano che non Fratelli d'Italia ma 'Và pensierò è stato cantato davanti a tutte le autorità prima della benedizione del parroco e del taglio del nastro. E l'inno di Mameli? Dopo: quando Zaia stava già visitando il nuovo plesso scolastico e la cerimonia era sostanzialmente finita.

«L'applauso al termine dell'Inno di Mameli è stato fatto dai pochi rimasti, tra cui non ho visto il presidente Zaia», racconta il direttore del coro. Nemmeno il deputato del Pdl Fabio Gava, che a quella cerimonia c'era, ha sentito eseguire l'inno, e per questo chiede chiarimenti al governatore, come fa anche il senatore Lucio Malan. Il Pdl è duro. Si scandalizza La Russa: «Non mi sembra possibile, anche perchè il 'Va pensierò è ancora più patriottico dell'Inno di Mameli, e dunque sarebbe contraddittorio per un leghista. Comunque, se fosse vero, sarebbe grave, perchè non spetta a un governatore far sostituire l'inno italiano».

Durissimo il titolare delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi: «Aver deciso che l'Inno di Mameli fosse suonato senza la presenza delle autorità è un oltraggio alla nazione italiana», tuona aggiungendo: «La Lega è certamente un alleato importante. Ma si sappia che sul concetto di unità nazionale, dall'inno d'Italia al federalismo, non faremo sconti a nessuno». Di «atteggiamento semplicemente distruttivo» parla Guido Crosetto, mentre Farefuturo attacca «l'ultima sparata della Lega», e dall'Udc Antonio De Poli invita Zaia a «vergognarsi». Sempre dall'opposizione, Donadi dell'Idv chiede al governo di «condannare» l'operato del governatore veneto, la capogruppo Pd in Regione Laura Puppato invita Zaia a «rispettare leggi e regolamenti»; e caustico è il sindaco Pd di Padova, Flavio Zanonato: «Il governo leghista non ci dà i soldi e fa suonare il Và pensiero. Cercano di distrarre l'attenzione dai fatti che interessano la gente». 

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