PISA: FIOCCO ROSSO SULLE CASE CHIUSE DEI PALAZZINARI
Rifondazione Comunista, Unione Inquilini sono scese in piazza sabato 22 ottobre, con l'iniziativa "Fiocco rosso". L'idea dell'iniziativa è semplice ed alla portata di tutti, "censire" il maggior numero di alloggi sfitti presenti in città, segnalandone la presenza appendendo un fiocco rosso su ogni portone corrispondente. Un'operazione 'necessaria' hanno scritto gli organizzatori che "mira a evidenziare una situazione paradossale di molti edifici sfitti da anni che potrebbero compensare l'assenza della case popolari ed abbassare, con la loro re-immissione nel mercato, il prezzo degli affitti". Se gli organizzatori dell'iniziativa volevano far parlare del caro affitti in città e della specualuzione dei palazzinari hanno centrato l'obbiettivo dato che alla vigilia dell'iniziativa non sono mancate le polemiche . Giuseppe Gambini, presidente di Confedilizia Pisa, proprio sulla potenza comunicativa del fiocco rosso ha annunciato un ricorso al garante della privacy, parlando di "evidente discredito dei proprietari nei confronti dell'opinione pubblica".La rsiposta del segretario dell'Unione Inquilini di Pisa, Virgilio Barachini non si è fatta attendere: "Con stupore ho letto sulla stampa che il Presidente della Confedilizia di Pisa minaccia l'Unione Inquilini di fare ricorso al Garante della privacy se sabato 22 verranno segnalati gli immobili sfitti esistenti in città in quanto, secondo l'avv. Gambini, queste segnalazioni causerebbero "un evidente discredito dei proprietari nei confronti dell'opinione pubblica. A parte - scrive ancora Barachini - che evidenziare l'esistenza di immobili vuoti, senza fare il nome del loro proprietario, è un fatto oggettivo verificabile facilmente da tutti e, pertanto, non può essere considerato una violazione della privacy, ci fa piacere constatare che anche per l'avv. Gambini evidenziare pubblicamente che esistono migliaia di alloggi vergognosamente vuoti da anni (alcuni da decenni) senza alcun giustificato motivo costituisce "un evidente discredito dei proprietari"che imboscano i loro alloggi, in considerazione che tale comportamento è in palese violazione della finalità sociale che, secondo l'art. 42 della Costituzione, dovrebbe avere la proprietà privata, specialmente di fronte al precipitare dell'emergenza abitativa causata dai proibitivi prezzi di acquisto e locazione degli immobili rispetto ai redditi medi, derivata anche dall'aggravarsi della crisi finanziaria ed economica che sta colpendo l'intero occidente.La risibile minaccia di fare ricorso al Garante della privacy - scrive ancora l'Unione Inquilini - mi sembra un inutile tentativo di volere nascondere una realtà oggettiva, che è certificata anche dai dati forniti dalla SEPI sul numero di abitazioni (oltre 4.600) che dovrebbero pagare un ICI al 9 per mille essendo alloggi sfitti da oltre due anni senza giustificato motivo; ma è anche in contrasto con le pubbliche affermazioni del Presidente della Confedilizia pisana, che ha sempre negato l'esistenza di immobili vuoti senza giustificato motivo. Se, come afferma l'avv. Gambini, fosse vero che tutti gli immobili vuoti lo sono perché, ad esempio, da ristrutturare, quali seconde case per soggiorno estivo o in attesa di essere occupati da parenti, quale 'evidente discredito' ne avrebbe il proprietario dalla segnalazione oggettiva che il suo immobile è vuoto?"





