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LA LETTERA E' INVIATA IN EUROPA, MA DICHIARA GUERRA AL POPOLO ITALIANO
Dopo la lettera di Mario Draghi al Governo italiano, il Governo italiano scrive una lettera agli euro-padroni. Oramai la democrazia dei Paesi passa per lettere e letterine riservate, un po’ come fanno gli adolescenti innamorati, solo che invece di baci e carezze, i gangster che governano l’Europa si scambiano idee per il massacro sociale dei soliti noti . Il risultato della giornata è che Berlusconi passa anche questa prova e spiazza l'opposizione parlamentare che per tutta la settimana ha invocato il senso di responsabilità. Di fatto il Governo si è mostrato capace di rassicurare i mercati, come chiedeva l'opposizione, Giorgio Napolitano, la BCE, il FMI, la Commissione Europea, l'ABi e Confindustria. Lo fa chiaramente sulla pelle dei lavoratori,ma di questo non importa quasi a nessuno. Le prime anticipazioni della lettera firmata da Berlusconi ricevono infatti l'approvazione della Commissione europea che la giudica soddisfacente e riceve anche gli applausi dei leader europei. Libertà di licenziare, innalzamento della pensione a 67 anni a partire dal 2026, liberalizzazioni, privatizzazioni, modifica della Costituzione. Ci sono tempi e date, e non è vero come dicono le "sole" dell'opposizione che questo è un cerotto per salvare un governo che contiete cose vecchie, questo è un massacro sociale calendarizzato. Questa lettera è sale sulle ferite dei lavoratori che la crisi non l'hanno prodotta ma la pagano tutta ed ha ragione da vendere Massimo Rossi quando lo scrive nella sua bacheca. Enrico Letta o Matteo Renzi che per tutta la settimana hanno proposto di mandare in pensione la gente a 67 anni attaccando da destra il governo saranno ora finalmente contenti, il loro obbiettivo è raggiunto. Secondo me, loro come Berlusconi devono andare a casa e restarci perché sono parte del problema e della crisi che viviamo. In questo momento non so cosa stia balenando in testa alla Camusso, non so ancora se di fronte a questo attacco abbia ancora in testa di ritardare uno sciopero generale che doveva già essere convocato preventivamente. Decida pure di attendere Bonanni ed Angeletti ed i loro comodi, per quanto ci riguarda la responsabilità è finità, è ora di andare in piazza e di restarci fino alla cacciata del Governo delle banche, ci hanno dichiarato guerra ed occorre agire di conseguenza. Questa volta potete fare tutti i caroselli che volete, dalle piazze non ci caccerà più nessuno.
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