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TERREMOTO:PRC-PDCI, STRISCIONE IN CONSIGLIO CONTRO CICCHETTI "È UN CONDANNATO", E SCOPPIA PARAPIGLIA IN REGIONE ABRUZZO
In apertura del Consiglio regionale, Maurizio Acerbo (Prc) e Antonio Saia (Pdci), hanno aperto uno striscione lungo cinque metri con la scritta 'Cicchetti è un condannatò per protestare con la sua nomina da parte del Governo a vicecommissario alla ricostruzione post sisma. Come spiega Acerbo «Il presidente del Consiglio Pagano ha avuto una reazione molto nervosa e ha ordinato ai commessi di toglierci lo striscione quindi c'è stato un certo parapiglia, segno che un atto così grave come la nomina di un condannato alla carica di vicecommissario per la ricostruzione è una cosa che vogliono far passare sotto silenzio». «Ma è proprio per rompere questo clima di omertà che noi abbiamo deciso di fare un gesto di questo tipo per invocare dentro la principale istituzione dell'Abruzzo, cioè il Consiglio regionale, quei principi di legalità e correttezza che purtroppo in Abruzzo stentano ad affermarsi. In nessun Paese europeo o negli Stati Uniti sarebbe possibile che un condannato venga nominato a una carica così importante come quella di vicecommissario alla ricostruzione», ha chiuso l'ex deputato di Rifondazione. (ANSA).

IL CASO CICCHETTI E' STATO APERTO NEI GIORNI SCORSI DA RIFONDAZIONE, MA IL GOVERNO NON HA FATTO MARCIA INDIETRO.

OGGI POMERIGGIO E' PREVISTA UNA MANIFESTAZIONE CONTRO LA NOMINA INDETTA DAI COMITATTI AQUILANI.

PER SAPERNE DI PIU' SU CICCHETTI RIPROPONIAMO UN COMUNICATO DI RIFONDAZIONE:

UN CONDANNATO PER “CULPA IN VIGILANDO”

VICE-COMMISSARIO PER LA RICOSTRUZIONE ?

Se è molto discutibile la scelta di nominare un altro vice-commissario alla ricostruzione appare ancor di più inopportuna la scelta della persona di Antonio Cicchetti.
Ci pare indispensabile un minimo di esercizio della memoria collettiva.
Ricordiamo agli smemorati che Antonio Cicchetti è stato condannato dalla sezione giurisdizionale abruzzese della Corte dei Conti per la “avvilente vicenda” (dalla sentenza) della Perdonanza.
La lettura della sentenza della Corte dei Conti n.77 del 2008 è alquanto istruttiva:
“il Presidente del cda Antonio Cicchetti…costruisce la propria posizione difensiva sull’assunto che TUTTA LA MALAGESTIONE SI ERA SVOLTA SENZA CHE LUI SE NE POTESSE RENDERE CONTO. Si tratta di un assunto cui non può esser dato credito”, scrivono i giudici.

“E’ infatti del tutto ragionevole ritenere che una MEDIA attenzione allo svolgimento del proprio incarico avrebbe dovuto determinare dubbi e stimoli all’approfondimento degli aspetti più problematici della gestione…E’ così impossibile ammettere che PER ANNI parte dei verbali e delle delibere del Consiglio rimanesse priva della firma del Presidente senza che questi nelle numerose riunioni che si sono succedute ne abbia avuto contezza. Anche con riguardo ai meri adempimenti formali un minimo di diligenza avrebbe reso possibile (…) il minimo di controllo necessario ad ostacolare molte delle irregolarità gestorie”.

La sentenza è davvero lapidaria nel definire il ruolo svolto dal Cicchetti in qualità di Presidente del cda: ”inescusabile negligenza”, “mancato svolgimento dei compiti di vigilanza”, insomma in capo al Cicchetti viene ravvisata una responsabilità per “culpa in vigilando”.

I giudici descrivono “una dimensione davvero inusuale di violazione di norme cogenti e principi ineludibili” e un’ “impressionante elenco di inescusabili, e non smentite mancanze”.

Per quanto riguarda le conseguenze penali dello scandalo ricordiamo che fu condannato Michele Gentile, ma secondo quanto scrivono i giudici “la memoria del Sindaco Tempesta ha evidenziato che la nomina di Gentile a Direttore dell’Istituzione è seguita da favorevole segnalazione di Antonio Cicchetti”.

Vi pare possibile che chi non è stato capace di vigilare sulla correttezza della gestione di una manifestazione come la Perdonanza possa offrire garanzie rispetto all’immane compito della ricostruzione?

I cittadini aquilani e abruzzesi e l’opinione pubblica nazionale si aspettano legittimamente scelte fondate sulla trasparenza e la competenza. La nomina di Cicchetti suonerebbe come un’offesa e una beffa.
Non abbiamo compreso quali siano le competenze e le esperienze specifiche che hanno spinto Chiodi e Berlusconi a individuare la figura di cicchetti per un compito così strategico.

Non crediamo che la vicinanza alle gerarchie vaticane possa essere considerato un attestato rassicurante visto che Balducci e la “cricca” contavano solidissime entrature proprio da quelle parti.

Un terzo commissario, se serve e noi ne dubitiamo, dovrebbe avere delle competenze e delle esperienze ben diverse da quelle di Cicchetti.


Maurizio Acerbo, consigliere PRC Regione Abruzzo

Enrico Perilli, consigliere comunale PRC Aquila

P.S.: grazie a una delle tante leggi vergogna berlusconiane Cicchetti in appello ha avuto accesso alla “definizione agevolata” cioè la riduzione dell’importo del risarcimento a solo il 10% della somma fissata nel primo grado di giudizio.