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Prezzo della Crisi del 14-02-2011: 'Famiglie sahrawi potranno incontrarsi dopo trent’anni di separazione'
Grazie ad un accordo tra le parti favorito dalle Nazioni Unite il Marocco consentirà questi ricongiungimenti. Un primo passo verso la pace e la proclamazione del referendum?

di Vittorio Bonanni
Difficile dire se il vento che sta scuotendo i regimi arabi, dalla Tunisia allo Yemen, potrà coinvolgere anche il Marocco, che pure, dalla morte di re Hassan, di passi avanti ne ha fatti in termini di costruzione di una democrazia presentabile. Resta il fatto che dopo decenni di congelamento del processo di pace tra Rabat e Fronte polisario, nodo rimasto impermeabile alle positive novità che ha, come dicevamo, conosciuto recentemente il Paese, e dopo i tragici avvenimenti dei mesi scorsi, con le rivolte sahrawi nei territori occupati alle quali ha fatto seguito una sanguinosa repressione, arriva una buona notizia, sia pure limitata, ma che può essere l’inizio di una inversione di tendenza. Almeno 30000 sahrawi potranno ricongiungersi con i loro familiari dopo oltre 30 anni di separazione. Questo grazie ad un piano d’azione predisposto dalle Nazioni Unite e che dovrà appunto facilitare il ricongiungimento di chi si trova negli accampamenti dei rifugiati in Algeria e chi invece vive appunto nel Sahara occidentale sotto occupazione marocchina. Insomma al di là del muro costruito dal Marocco per separare questo territorio dall’Algeria. Lo hanno riferito Antonio Guterres, rappresentante dell’Alto Commissariato per i rifugiati dell’Onu (Acnur) e Christopher Ross, delegato Onu per il Sahara Occidentale, a margine di un incontro tra le parti tenutosi nei giorni scorsi a Ginevra, in cui erano presenti anche Mauritania e Algeria, in qualità di paesi confinanti con i territori in contrasto. “Da tre decenni dei padri sono separati dai figli, delle mogli dai propri mariti – ha detto Guterres – ma sono molto incoraggiato perché grazie ai progressi realizzati in questo incontro, molte famiglie potranno ricongiungersi dopo una separazione lunga e difficile”. Dal prossimo aprile l’Acnur e la Minurso (Missione Onu per il referendum in Sahara Occidentale) studieranno un percorso - nell’ambito del piano d’azione Acnur, nato nel 2004 ma ostacolato dai continui stall i nei negoziati - che permetterà alle famiglie sahrawi di viaggiare via terra nelle zone occupate dal Marocco e negli accampamenti di Tindouf. Un risultato “positivo” secondo il Fronte Polisario “in quanto elimina le difficoltà per le famiglie che vivono separate”. Il Polisario chiede invano dal 1991 l’applicazione del referendum che sancisca l’indipendenza del Sahara Occidentale dal Marocco, ma Rabat è disposta a concedere al territorio solo una parziale autonomia amministrativa. E’ utile ricordare come nel 1976 il Fronte polisario abbia proclamato la Rasd (Repubblica araba sahrawi democratica) riconosciuta da una settantina di Paesi.

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