Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 17:41
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 18-02-2011: 'Tu chiamala alternativa...'
di Daniele Nalbone
Sarà Nicola Zingaretti l'anti-Alemanno. Sarà lui, nel 2013 o prima (cosa più probabile) l'alternativa di Governo. Le "Fabbriche di Nicola" sono pronte per partire. Molti, a sinistra, nel centrosinistra, al centro guardano a Nicola come la discontinuità con il modello Alemanno. L'Alemanno sindaco dei poteri forti, l'Alemanno sindaco degli amici degli amici. L'Alemanno sindaco delle grandi opere. L'Alemanno sindaco dei grandi eventi. Così, se Alemanno sta per accingersi agli Stati generali di Roma (in programma 22 e 23 febbraio) cavalcando "cavalli di razza" quali Unindustria (nella persona di Aurelio Regina) o la Camera di Commercio di Roma, correndo con i Toti e Flammini (il "deus" del flop Gran Premio di Formula 1), da Zingaretti ci si aspetterebbe una politica "altra". Una politica che rappresenti un'altra Roma, quella che ad esempio domani scenderà in piazza (ore 15, piazza Vittorio) contro la Roma di Alemanno, "Capitale della crisi, della precarietà e del cemento". E invece. Invece Nicola Zingaretti oggi ha presentato i progetti di sviluppo della Capitale Metropolitana (quella che comprende la Provincia di Roma) insieme ad Alemanno, Frati (rettore de La Sapienza), Regina (presidente Unindustria) e Tagliavanti (Camera di Commercio di Roma). Ma non solo. Lo scorso 28 gennaio Nicola Zingaretti per festeggiare il traguardo dei mille giorni di governo ha elencato le «1001 cose fatte in mille giorni». Le ha elencate non alla città in un'assemblea pubblica ma all'Eur, al Salone delle Fontane, in una cena offerta a millecinquecento invitati. C'era Cremonesi (Camera di Commercio di Roma), Regina (sempre lui.), i Toti (costruttori), Flammini (sempre quello della Formula uno), addirittura Riccardo Scamarcio (l'attore) fino ad arrivare agli ex sindaci Veltroni e Rutelli. Nessun "cittadino semplice", ma i padroni di Roma. «Siate parte della sfida» ha esortato Zingaretti, quasi a cercare di coinvolgere nel progetto "Roma 2013" chi oggi sostiene Alemanno. «Cominciamo quest'avventura collettiva» ha concluso a fine intervento. In mezzo, «bisogna ricostruire la classe dirigente». Con i poteri forti, ovviamente, industriali e costruttori. Signori della rendita e del mattone. Non certo con chi fra poche ore manifesterà per una Roma bene comune. Sarà un caso, ma il giorno dopo il Corriere della Sera, raccontando della cena, ha così titolato: «Zingaretti e i mattoni per il futuro di Roma».

Leggi tutti i prezzi della crisi...