Prezzo della Crisi del 24-02-2011: 'Roma Bene Comune, gli Stati Generali rivoltati'
di Ylenia Sina
E alla fine Roma Bene Comune entrò agli Stati Generali. Forse non hanno potuto farsi ascoltare dall’alto del palco da una platea piena di imprenditori, forse non sono stati all’altezza di essere inseriti nel programma ufficiale ma movimenti per il diritto all’abitare, precari, lavoratori dei sindacati di base (dalle municipalizzate ai nidi), movimenti per l’acqua pubblica, e addirittura un rom sono riusciti a sedersi al tavolo con Alemanno. Anche il sito del Comune di Roma, nella cronaca della due giorni degli Stati Generali, riporta con tanto di fotografia della delegazione l’incontro apostrofandolo come “coda rilevante” della due giorni. Certo non proprio la partecipazione di cui si è vantato Alemanno nei giorni che hanno preceduto la due giorni ma un diritto, quello di farsi ascoltare, che è stato strappato metro per metro con la lotta. Non era certo un quartiere aperto alla partecipazione e accogliente quello in cui ieri mattina hanno sfilato i manifestanti di Roma Bene Comune. Il Palazzo dei Congressi trasformato in una “zona rossa”, polizia e carabinieri agli angoli di ogni strada a bloccare il percorso del corteo ogni centinaio di metri. È così che riuscire ad aprirsi la strada tra i blindati per avvicinarsi al Palazzo dove un gruppo di imprenditori e politici stava prendendo decisioni per tutti ha permesso alla Roma Bene Comune di entrare al Palazzo. Non una cosa scontata nello scenario di regime che si poteva vedere per le strade dell’Eur ieri mattina. Ora Alemanno sarà costretto a mantenere aperti una serie di tavoli sui temi dell’emergenza abitativa, della privatizzazione delle municipalizzate, dell’acqua pubblica (si è impegnato a bloccare la privatizzazione di Acea fino al referendum), dei canili municipali, della situazione degli asili nido comunali, del Piano Nomadi sul quale ci sarà un consiglio straordinario il 2 marzo. Confronto aperto con l’amministrazione quindi ma anche consolidamento di un percorso di lotta radicale che vede unita quella parte di Roma che rivendica una città bene comune. Ma non solo Roma. La presenza del Presidente Berlusconi a chiudere la presentazione del Comitato Olimpico 2020 ha appesantito la “fiction degli Stati Generali” con un’aria da fine regime e ha rafforzato la necessità della mobilitazione evocando altre piazze in rivolta.
E alla fine Roma Bene Comune entrò agli Stati Generali. Forse non hanno potuto farsi ascoltare dall’alto del palco da una platea piena di imprenditori, forse non sono stati all’altezza di essere inseriti nel programma ufficiale ma movimenti per il diritto all’abitare, precari, lavoratori dei sindacati di base (dalle municipalizzate ai nidi), movimenti per l’acqua pubblica, e addirittura un rom sono riusciti a sedersi al tavolo con Alemanno. Anche il sito del Comune di Roma, nella cronaca della due giorni degli Stati Generali, riporta con tanto di fotografia della delegazione l’incontro apostrofandolo come “coda rilevante” della due giorni. Certo non proprio la partecipazione di cui si è vantato Alemanno nei giorni che hanno preceduto la due giorni ma un diritto, quello di farsi ascoltare, che è stato strappato metro per metro con la lotta. Non era certo un quartiere aperto alla partecipazione e accogliente quello in cui ieri mattina hanno sfilato i manifestanti di Roma Bene Comune. Il Palazzo dei Congressi trasformato in una “zona rossa”, polizia e carabinieri agli angoli di ogni strada a bloccare il percorso del corteo ogni centinaio di metri. È così che riuscire ad aprirsi la strada tra i blindati per avvicinarsi al Palazzo dove un gruppo di imprenditori e politici stava prendendo decisioni per tutti ha permesso alla Roma Bene Comune di entrare al Palazzo. Non una cosa scontata nello scenario di regime che si poteva vedere per le strade dell’Eur ieri mattina. Ora Alemanno sarà costretto a mantenere aperti una serie di tavoli sui temi dell’emergenza abitativa, della privatizzazione delle municipalizzate, dell’acqua pubblica (si è impegnato a bloccare la privatizzazione di Acea fino al referendum), dei canili municipali, della situazione degli asili nido comunali, del Piano Nomadi sul quale ci sarà un consiglio straordinario il 2 marzo. Confronto aperto con l’amministrazione quindi ma anche consolidamento di un percorso di lotta radicale che vede unita quella parte di Roma che rivendica una città bene comune. Ma non solo Roma. La presenza del Presidente Berlusconi a chiudere la presentazione del Comitato Olimpico 2020 ha appesantito la “fiction degli Stati Generali” con un’aria da fine regime e ha rafforzato la necessità della mobilitazione evocando altre piazze in rivolta.
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