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Prezzo della Crisi del 10-03-2011: 'La politica romana e il business dei rifiuti'
di Ylenia Sina
C’è già chi evoca l’emergenza rifiuti: Roma potrebbe diventare presto come Napoli. La necessità, al termine dell’anno scorso, di estendere ulteriormente la proroga della discarica di Malagrotta ormai in via di esaurimento ha aperto una discussione politica accesa intorno alla gestione dei rifiuti nel Lazio. Dopo anni senza una politica seria di gestione dei rifiuti e con una raccolta differenziata che stenta a decollare, discariche e inceneritori si presentano ancora come uniche soluzioni: serve un sito alternativo alla discarica della Capitale, Malagrotta. Dopo mesi in cui, in maniera tardiva rispetto al prossimo esaurimento dell’attuale sito, Regione e Comune si sono rimpallati responsabilità a vicenda, solo ipotesi trapelate mezzo stampa e commenti politici ma nessun piano delle opzioni da proporre alla cittadinanza. Dopo la pubblicazione di un Protocollo d’Intesa che stabiliva la cessione a Roma Capitale da parte del Ministero della Difesa di un’area da adibire a Città dei rifiuti nei pressi Allumiere (firmato il 13 dicembre scorso) Alemanno ha smorzato le opposizioni dichiarando che quella dei Monti della Tolfa è solo un’ipotesi e che quella firma era precedente a un accordo con la Regione secondo cui dovrà essere proprio quest’ultima a decidere il nuovo sito. Proprio ieri è stata approvata dal Consiglio Regionale del Lazio una mozione presentata dall’opposizione ed emendata dalla maggioranza che impedisce la creazione del nuovo sito ad Allumiere. Ma la Polverini tace sulle altre ipotesi al vaglio e l’urgenza con la quale dovranno trovare il nuovo sito fa temere che sarà un’altra decisione presa sulla testa dei territori e dei cittadini. Intanto ieri il Corriere della Sera ha pubblicato la notizia che i vigili urbani hanno dato 35 mila euro di multa alla società Garrula perché l’autorizzazione a scavare nelle cave dei Monti dell’Ortaccio e dei Monti del Lumacaro è scaduta da 5 anni. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera Cerroni, il proprietario dei 200 ettari in questione e attuale gestore della discarica di Malagrotta, vorrebbe utilizzare proprio questi terreni per la nuova discarica. Il re dei rifiuti laziale avrebbe dichiarato: «la discarica è già pronta». E il rischio che «in questa situazione di emergenza perenne, è piuttosto probabile che a trarre profitto dal prolungamento del business delle discariche siano sempre gli stessi nomi» lo avanza lo stesso Corriere della Sera in un articolo di oggi («Differenziata al 60% irrealizzabile» I parlamentari bocciano il Lazio – 10 marzo 2011) in cui viene presentato il dossier della Commissione Rifiuti presieduta da Gaetano Pecorella presentato ieri al presidente del Senato Renato Schifani. Nel dossier si legge: «diventa necessaria l’individuazione di un’area alternativa, per il comune di Roma, al polo di Malagrotta che con i suoi impianti e la discarica rappresenta l’unico sistema imprenditoriale su scala regionale, seppur gestito in condizioni di monopolio di fatto». Sprechi e inefficienze, raccolta differenziata che non decolla, fallimento della politica dell’emergenza. Il dossier boccia il sistema dei rifiuti laziale: il ricorso alla discarica secondo il dossier «rappresenta il fallimento della gestione virtuosa del ciclo».

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