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Prezzo della Crisi del 15-03-2011: 'Una palude europea per gli insorti libici'
di Anna Maria Bruni
I Paesi del G8 hanno invitato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu “ad accrescere la pressione, anche attraverso misure economiche, perché Gheddafi vada via”. La montagna ha partorito il topolino, si potrebbe dire leggendo quanto riportato dal documento che raccoglie le conclusioni della riunione dei ministri degli Esteri tenutasi oggi a Parigi. Il testo ritiene legittime le “aspirazioni del popolo libico ad un futuro di democrazia e prosperità”, ma non accoglie le specifiche richieste fatte dagli insorti, che hanno chiesto ufficialmente ai Paesi occidentali di assassinare Gheddafi, di lanciare raid mirati sul suo bunker, sui depositi di armi e sulle colonne delle sue truppe e di imporre una no fly zone sul Paese. Se la prima richiesta è comprensibilmente esclusa, le altre sono per la verità tutte questioni in discussione, anche per la Lega Araba ma, come ha ripetuto il Ministro Frattini oggi pomeriggio, “le riflessioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sono più lente dei carri armati di Gheddafi”. Ciò detto, l’unica presa di posizione emersa è un appello al Colonnello affinché rispetti "le legittime rivendicazioni del popolo libico per i diritti fondamentali, la libertà di espressione ed una forma rappresentativa di governo".

Nella “riflessione”, è inclusa la richiesta della Lega Araba di “misure per proteggere la popolazione libica”. Sono queste misure ad essere quindi al vaglio del Consiglio di sicurezza dell'Onu, necessarie per risolvere un’emergenza che si fa di ora in ora più drammatica, dal momento che le ultime notizia descrivono una rimonta dei miliziani di Gheddafi. Al momento però anche la tanto discussa no fly zone continua ad essere solo un’ipotesi. E mentre Gheddafi, dopo aver imputato ad Al Queda la direzione dell’insurrezione nel suo paese, oggi minaccia di allearsi con l’organizzazione terroristica, mentre dirige i suoi interessi verso India e Cina, per “punire” l’Occidente traditore, l’unica presa di posizione è un blando appello, oltre che la decisione della Corte Internazionale di indagare sui crimini contro l'umanità commessi in Libia. Una decisione più che giusta ma del tutto intempestiva, perché ha di certo rafforzato in Gheddafi la volontà di resistenza in Libia, oltre che minacciare “una guerra santa contro l'Occidente”.

Se l'Occidente "si comporterà come in Iraq, la Libia uscirà dall'alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con Al Qaeda e dichiariamo la guerra santa". Sono le testuali parole del leader libico in un’intervista concessa al Giornale. Intervista nella quale, dopo aver promesso nel suo ultimo discorso pubblico, la libertà per gli insorti che si arrendono, dichiara testualmente che hanno solo due possibilità: “arrendersi o scappare”. Una volta tanto non ci sono pro e contro, per l’Europa. Eppure, nella decisione contro la no fly zone, sembra essere stato decisivo il veto di Russia e Germania. Un’ulteriore conferma che l’esportazione del modello democratico occidentale è essenzialmente l’ipocrisia della sua politica.

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