Prezzo della Crisi del 20-04-2011: 'Sorprese pasquali'
di Stefano Galieni
E chi pensava che il ministro Romani non servisse a nulla! Chi lo immaginava chiuso in uno sgabuzzino e fatto uscire solo per i bisogni fisiologici della maggioranza che sorregge, chi ne stava già tratteggiando un identikit del ministro dello sviluppo economico, da proporre alla fortunata trasmissione televisiva “Chi l’ha visto” e invece eccolo uscire con uno di quei suoi giochi di prestigio che gli sono valsi i galloni sul campo. Il mega progetto sull’utilizzo dell’energia nucleare viene sospeso con l’obbligo di tornare accompagnato dai genitori U.E. Mica per tanto? Giusto quanto basta a far dimenticare, magari con un bel delitto da cronaca nera con cui invadere i telegiornali, il disastro irreversibile che sta subendo il Giappone dopo Fukushima. Oh per bacco, ma così salta il referendum! Pura coincidenza, non era certo nelle intenzioni governative. In maggioranza hanno i nervi sempre saldi (vero la Russa?) mica si lasciano condizionare dall’emotività. Si tratta semplicemente di allinearsi all’Unione Europea e rispettare le scelte che prenderà in futuro. Che bello sentire parlare un ministro che ha così a cuore le sorti dell’Unione. Del resto il rapporto fra i 27, soprattutto con Francia e Germania non è mai stato così intenso e passionale, incontri pubblici e meno tanto da far pensare ad una primavera intergovernativa. Altro che referendum, la scelta è stata fatta per rispettare le esigenze dei partner, questo si che si chiama parlare. Come si è fatto per gestire l’arrivo di poche migliaia di profughi, per partecipare all’ultimo gioco di società ( La guerra sotto casa), per definire l’anima europea insomma, quella che fa tanto commuovere i banchieri. O no? E visto che ci stiamo, sempre per rispettare l’Europa, la facciamo o no una bella manovrina signor Tremonti? Di quelle che neanche nei quotidiani del Pd può essere raccontata, di quelle che ci chiedono i patti di stabilità. Che volete che siano 30 o 40 miliardi di Euro. “Si spenda di meno per gli studenti che calano di numero”, afferma Maria Stella Gelmini, “si spenda di meno per la sanità che gli italiani sono in perfetta salute” ribatte il ministro Fazio, che la si pianti di pretendere quella cosa antiquata e demodè chiamata welfare, s’inalbera Sacconi, “si spenda di meno per le energie rinnovabili” riprende Romani. Meno per le energie rinnovabili? Ma se mancherà il nucleare serviranno fondi per quella robaccia chiamata energia pulita: eolico, fotovoltaico ecc…. Non lasciamoci prendere dall’emozione. Inutile spendere denari per le sedicenti fonti, quando prima o poi l’Europa ci chiederà, e noi saremo pronti, di tornare al nucleare. Sarebbe come comperare uno shampoo sapendo che entro tre mesi si perderanno tutti i capelli.
A dir la verità il governo si sta prodigando, sempre perché ce lo chiedono: l’Europa, il popolo elettore, il messia prossimo a risorgere ed altri, per altre minuscole approvazioni, roba di basso profilo, solo per sentirci un paese normale. Un’idea – condivisa da molti rappresentanti anche della sedicente opposizione – è quella di rendere l’acqua pubblica per legge dalle 4 alle 6 del mattino nei giorni di lavoro. No, non c’entra nulla il boicottaggio del referendum, è un servizio prezioso reso ai cittadini che consentirà anche un congruo risparmio (cfr manovrina). E ancora, sempre per evitare quella cosa sgradevole che è l’innocuo legittimo impedimento, si è deciso che tale norma non sussiste nelle ore in cui sgorga l’acqua pubblica ma solo nei giorni festivi. Anche questo permetterà un ulteriore risparmio. Venendo poi incontro al serio problema dei costi della politica, si propone, per le elezioni amministrative, di nominare direttamente gli eletti senza spendere un euro nelle operazioni elettorali. La nomina per sindaci, presidenti di provincia, assessori e consiglieri verrà garantita dalla giuria preposta all’assegnazione del Telegatto, certamente imparziale. Da ultimo si sta per risolvere l’annoso problema della gestione delle migrazioni dal nord africa. Sarà messa a disposizione a chi ne farà richiesta e a chi non ne farà richiesta una base artica dove poter iniziare un percorso di inclusione. Ci saranno insomma caldi centri di accoglienza a forma di igloo.
P.S. se qualcuna di queste idee dovesse essere realizzata si prega di contattare Controlacrisi.org per emettere fattura.
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