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Prezzo della Crisi del 09-04-2011: 'Cosa sarà Comunicazione e Lotte?'
di Ylenia Sina
Più che un’idea, Comunicazione e Lotte è nata come una necessità. La necessità di uno spazio di dialogo. Un tema che si è coniugato in molti modi e che sta dimostrando come è possibile un’aggregazione tra realtà anche molto diverse tra loro senza cadere nella semplice addizione dei singoli soggetti. L’incontro che tra poche ore inizierà a Roma, alla Casa delle Culture, vedrà discutere quelli che il giornalismo lo fanno di professione con chi, dei media, è oggetto e soggetto. Vedrà carta stampata, web, case editrici confrontarsi con movimenti, realtà in lotta, studenti. Sarà riflessione sugli strumenti a nostra disposizione. Parlerà con la voce delle lotte, una voce che ha smesso di delegare e ha iniziato ad agire la comunic-azione. Tutto questo perché il mondo dell’informazione ufficiale ha lasciato un vuoto, ovviamente, ma al tempo stesso perché nello scenario attuale non è detto che basti semplicemente riempire lo spazio lasciato da questo vuoto per colmare questa mancanza. L’informazione è potere e questo potere, più o meno potente a seconda dei casi, sia esso economico o culturale, possiede l’informazione e fa dell’informazione un proprio strumento di potere.
Da qui la necessità di reagire. Di trovare un modo per invertire la rotta e influenzare, magari rompere, con questa tendenza. Ma anche la necessità di prendersi il tempo e lo spazio per conoscersi e capire in quale direzione è necessario andare per poterlo fare. I movimenti e i comitati che nelle città e nei territori sono spesso costretti a protestare in modi capaci di attrarre l’attenzione come testa d’ariete per far pubblicare, anche se solo in un trafiletto, la propria battaglia e i problemi che solleva, tracciano solo il segno su speculazioni e vicende che andrebbero approfondite e denunciate. Non solo il racconto delle lotte, le proprie motivazioni, i propri percorsi, ma la necessità di un’informazione che informi, che sia onesta, che sia strumento e legittimazione delle lotte stesse. Cosa uscirà, se uscirà qualcosa, dalla due giorni non è dato saperlo. L’importante è non dimenticarsi quanto la “semplice” apertura di un simile spazio sia essenziale. Perché è in questo spazio e in questo tempo che esiste la possibilità di esercitare, in un autentico scontro/incontro uno contro uno, una contaminazione e un dialogo che non devono per forza sintetizzarsi affinché questi momenti servano a qualcosa. Si è parlato dell’importanza di guardarsi in faccia e confrontarsi. Di riconoscere le differenze e esplorare relazioni che potrebbero portare a risultati imprevedibili e difficilmente quantificabili nell’immediato. Facciamolo. Dentro e oltre la due giorni di Comunicazione e Lotte.

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